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I Meriti di Bismillah

I Meriti di Bismillah

 

Di: Mufti Shafi Usmani (ra)

Da: http://www.classicalislamgroup.com/index.php?view=tafseer/s1-3

Traduzione a cura di: Amalpr

Era abitudine dell’età dell’Ignoranza (Jahiliyyah) prima dell’avvento dell’Islam che la gente cominciasse tutto ciò che faceva con i nomi dei loro idoli o dei. E’ stato per sradicare questa pratica, che il primo versetto del Sacro Qur’an che L’Arcangelo Jibra’il ha portato al Santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) gli ordinò di iniziare il Corano con il nome di Allah: “Iqra’ bismi Rabbika”, “Leggi con il nome del tuo Signore“.

Il famoso commentatore al-Suyuti dice che, oltre al Sacro Qur’an, anche tutti gli altri libri divini iniziano con Bismillah. Alcuni altri sapienti sono del parere che “Bismillah al-Rahman al-Rahim” è una particolarità del Qur’an e dei seguaci di Muhammad (sallallahu `alayhi wa sallam). I due punti di vista possono essere riconciliati se diciamo che tutti i libri divini condividono la caratteristica comune di cominciare con il nome di Allah, ma le parole “Bismillah al-Rahman al-Rahim” sono caratteristiche del Sacro Qur’an, come è evidente da certe tradizioni (ahadith), che riferiscono che per iniziare con il nome di Allah ogni cosa che faceva, il Santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) era solito pronunciare le parole “Bismika Allahumma”, ma quando fu rivelato il versetto “Bismillah al-Rahman al-Rahim“, adottò queste parole. Da allora questa pratica è stata stabilita attraverso le parole del Santo Profeta o attraverso un suo atto o tacita approvazione. (Vedi Qurtubi e al-Ruh al-Ma’ani).

Il Sacro Qur’an ci insegna ripetutamente d’iniziare tutto quello che facciamo con il nome di Allah. Il Santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha detto che nessuna opera importante riceve le benedizioni di Allah, a meno che sia incominciata con il Suo nome. Secondo un altro hadith (tradizione), chiudere la porta della propria casa, spegnere la luce, coprire un recipiente, tutto dovrebbe essere fatto con la recitazione di Bismillah. Il Sacro Qur’an e gli ahadith (tradizioni) ci insegnano più volte a recitare questo versetto quando si inizia a mangiare, a bere dell’acqua, ad eseguire il wudu’ (abluzione), per salire su un mezzo di trasporto o per scendere da esso. (Vedi Qurtubi).

Insegnando l’uomo a cominciare ogni cosa con il nome di Allah, l’Islam ha dato a tutta la sua vita un orientamento verso Allah in modo che egli possa, con ogni passo, rinnovare la sua fedeltà al patto con Allah per il quale nulla di ciò che faccia – nemmeno la sua stessa esistenza, può esistere senza il volere e l’aiuto di Allah. Quindi, tutte le attività economiche e mondane dell’uomo, ogni movimento e ogni gesto viene trasformato in un atto di culto. Per quanto breve sia l’azione, che non consuma né il tempo né energia, e quanto invece è straordinario il guadagno – è una alchimia regolare, che trasforma il profano (dunya) in sacro (Din); un miscredente mangia e beve come un musulmano, ma nel dire “Bismillah” quando inizia a mangiare, il musulmano afferma che non era in suo potere ottenere quel piccolo boccone di cibo che è passato attraverso innumerevoli tappe, dalla semina del seme alla mietitura del grano, e che ha richiesto durante tale processo il lavoro del vento, della pioggia, del sole, dei cieli e della terra e di mille uomini, ed è solo Allah che gli ha concesso questo boccone di cibo o questo sorso d’acqua facendolo passare attraverso tutte queste fasi. Un miscredente va’ a dormire, si sveglia e va’ in giro tanto quanto un musulmano. Ma andando a dormire o svegliandosi, il musulmano menziona il nome di Allah, rinnovando il suo rapporto con Lui. Così le sue necessità economiche e mondane e le sue attività acquisiscono la natura di ricordo di Allah, e sono conteggiati come atti di culto. Allo stesso modo, nel dire “Bismillah” salendo su un mezzo di trasporto, il musulmano testimonia il fatto che è al di là del potere dell’uomo di produrre questa vettura e di procurarsela da sé, e che è solo l’infallibile e divinamente creato ordine delle cose che ha riunito da tutti gli angoli del mondo il legno, l’acciaio e altri metalli che sono andati nella realizzazione della vettura, così come i meccanici che hanno dato una forma particolare a questi componenti, e l’autista – ed infine ha messo tutto ciò al servizio dell’uomo che può avvalersi del lavoro di questo esercito di creature di Allah spendendo qualche moneta. E anche queste monete non sono state create da lui, è Dio stesso che ha fornito le modalità complesse ed i mezzi per guadagnarle. Veramente, “Bismillah” è la leggendaria pietra filosofale che tramuta non il rame, ma della mera polvere, nell’oro più puro. “Fa lillahi-l-hamdu `ala dini-l-Islami wa ta`limatihi”, “Allora, sia lodato Allah per la religione dell’Islam ed i suoi insegnamenti”.<!– –>

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