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Shari`ah, Tariqah, Haqiqah e Ma`rifah

Shari`ah, Tariqah, Haqiqah e Ma`rifah 
 

Di: Shaykh Masihullah Khan Sherwani (rahimahullah)
Da: “The Path to Perfection“, White Thread Press (vedi anche: http://books.themajlis.net/node/544).

Traduzione a cura di: `Umar Andrea Lazzaro.

Gli insegnamenti e le ingiunzioni dell’Islam sono conosciuti come Shari`ah: essa include entrambe le serie di azioni: exoteriche/esteriori (a`mal zahiri) ed esoteriche/interiori (a`mal batini). Nella terminologia dei Mutaqaddimin (le autorità più antiche della Shari`ah), il termine Fiqh (letteralmente, comprensione profonda) era sinonimo della parola Shari`ah, perciò l’Imam A`zam Abu Hanifah (rahmatullahi `alayhi) definì il Fiqh come:

Il riconoscimento di ciò che reca giovamento e ciò che reca danno al nafs”.

In seguito, nella terminologia dei Muta’akhirin (le autorità posteriori della Shari`ah) il termine Fiqh fu usato per quella branca dell’Islam legata alle azioni esteriori (a`mal zahiri), mentre la branca che aveva a che fare con le azioni interiori (a`mal batini) venne conosciuta con il nome di Tasawwuf. I modi ed i metodi per riformare le azioni interiori (a`mal batini) sono chiamati Tariqah.

La riforma delle azioni interiori (a`mal batini) porta con sé una lucentezza spirituale ed una luce nel cuore, a cui vengono, di conseguenza, rivelate certe realtà (haqa’iq kawniyyah) riguardo fatti tangibili ed immateriali, specialmente su virtù e vizi, così come certe realtà a riguardo degli Attributi e degli Atti Divini (Haqa’iq Ilahiyyah sifatiyyah wa fi`liyyah) , specialmente riguardo le relazioni tra Allah ed i Suoi servi. Tali svelamenti (makshufat) sono conosciuti come Haqiqah. Il processo di tali rivelazioni (inkishaf) è chiamato gnosi (Ma`rifah), mentre colui che sperimenta lo svelamento è conosciuto come gnostico (`Arif) o muhaqqiq.

Tutto questo riguarda la Shari`ah. La nozione che la Shari`ah e la Tariqah siano entità separate – nozione che si è diffusa tra le masse – è totalmente falsa e priva di basi. Ora che la natura e la realtà del Tasawwuf e del Suluk sono diventato chiare, verrà compreso che svelamenti (kashf) e miracoli (karamat) non sono necessari. [Il Tasawwuf] non promette successo negli affari mondani, né sostiene che il proprio scopo verrà raggiunto per mezzo di ta`wiz [amuleti] e pozioni, né afferma che una persona avrà necessariamente successo nei casi giudiziari per mezzo del du`a’. Non promette l’aumento dei propri guadagni né la cura da malattie fisiche. Non presagisce eventi futuri. Non afferma che la riforma spirituale del discepolo (murid) verrà raggiunta per mezzo della concentrazione spirituale (tawajjuh) dello Shaykh: avvenimenti al di fuori del normale non sono organici al Tasawwuf. Non afferma che colui che percorre questa Via non verrà afflitto nemmeno dal pensiero del peccato né afferma che il murid si impegnerà automaticamente (senza sforzo) negli atti di adorazione (`Ibadat). Non promette il totale annientamento del sè al punto che non si sia consapevoli nemmeno della presenza di qualcuno. Non promette di fare esperienza di stati di estasi e fulgore spirituale tramite esercizi spirituali (dhikr e shughl), né aferma che si avranno bellissimi sogni e visioni magnifiche.
Nulla di tutto ciò è lo scopo del Tasawwuf: lo scopo è la Soddisfazione (ridwan) di Allah l’Altissimo. Ciò va’ perciò tenuto presente.<!– –>

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