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Chi Sono i Deobandi? Introduzione agli `Ulama’ ed al Maslak

Introduzione agli `Ulama’ ed al Maslak Deobandi

– Il Volto di Ahl as-Sunnah nell’Epoca Contemporanea –

Come abbiamo già avuto modo di affermare in questi anni, gli `ulama’ “Deobandi” costituiscono una delle rappresentazioni più fulgide, floride e di successo di Ahl as-Sunnah wa al-Jama`ah (l’Islam sunnita ortodosso) nell’epoca recente e contemporanea.

Più chiaramente, possiamo dire che non vi sia differenza alcuna tra il “maslak Deobandi” ed “Ahl as-Sunnah wa al-Jama`ah“, essendo il prima null’altro che la rappresentazione contemporanea del secondo, in tutti i suoi aspetti.

Allo scopo di rendervi più familiare il pubblico italiano (tanto sommerso negli ultimi anni dalla propaganda dei gruppi e delle sette più diverse e deviate, quanto all’asciutto dall’esposizione alla metodologia ed alle opere dell’Islam sunnita ortodosso, e dunque bisognoso di riferimenti saldi, corretti ed affidabili), ho pensato di scrivere questo articolo per raccogliere una breve presentazione del maslak Deobandi, assieme ad un elenco di relative risorse per l’approfondimento.

“Deobandi”, significato ed origini del sinonimo di “Ahl as-Sunnah”
In breve, il maslak (via, orientamento) Deobandi è erede diretto dell’opera rivivificatrice di Akabir indiani quali l’Imam Rabbani Shaykh Ahmad as-Sirhindi, Shah Wali Allah Muhaddith al-Dihlawi e Sayyid Shah Ahmad Shahid (rahimahumuLlah), e prende il suo nome dalla città indiana di Deoband, situata nella regione settentrionale dell’Uttar Pradesh, e nella quale attorno alla metà dell’800, un solo studente (Shaykh-ul-Hind Maulana Mahmud al-Hasan, rahimahullah) si sedette all’ombra di un albero di melograni per studiare dal suo insegnante (Maulana Muhammad Qasim Nanotwi, rahimahullah), gettando così le basi di quello che in seguito diventerà il “Darul `Uloom Deoband”, una madrasa fondata concretamente come tale qualche anno dopo allo scopo fondamentale di preservare l’identità e le scienze Islamiche nell’India invasa dai colonialisti inglesi, e che oggigiorno rappresenta la seconda istituzione scolastico-accedemica per importanza nel mondo islamico dopo al-Azhar (quest’ultima però in rapido declino e crisi negli ultimi decenni), assieme alle migliaia di altre madaris che in tutto il mondo si rifanno allo stesso maslak.

L’utilizzo dell’etichetta “Deobandi” non è dunque un modo per indicare una “setta”, ma una semplice convenzione per differenziare da gruppi deviati e sette di ogni genere, il gruppo di `ulama’ che nel Subcontinente Indiano (e non solo) aderisce pienamente alle dottrine ed alle metodologie di Ahl as-Sunnah.

Riferimenti giuridico-dottrinali, obiettivi e metodologia: la via mediana dell’ortodossia tra “tradizionalismo” innovatore e “puritanesimo” letteralista
Aderendo ad Ahl as-Sunnah wa al-Jama`ah, gli `Ulama‘ Deobandi aderiscono fermamente:

-all’`Aqidah Maturidi/Ash`ari, conformandosi fermamente al credo dei Salaf (radiyallahu `anhum);

-ad una delle quattro scuole giuridiche canoniche – e sono in gran maggioranza Hanafi, più diversi Shafi`i (soprattutto in India meridionale e Sri Lanka, zone tradizionalmente Shafi`i), ed ultimamente anche alcuni Maliki), esercitando con enorme successo il tahqiq e tajdid alla luce di una staordinaria conoscenza degli ahadith;

-ed alle Turuq storicamente più diffuse nel Subcontinente Indiano: Chishtiyyah, Qadiriyyah, Naqsbhandiyyah e Suhrawardiyyah, separando nettamente il Tasawwuf autentico da tutte le innovazioni e deviazioni che vi sono penetrate nei secoli.

L’essenza dell’attività e dell’impegno degli `Ulama’ Deobandi è stata quella di ripristinare il puro Tawhid (dottrina dell’unicità di Allah) di fronte ad eresie ed `Aqa’id (dottrine, credenze) scorrette diffuse in particolar modo da pseudo-“sufi” deviati e sciiti; di ripristinare l’adesione alla Sunnah in ogni aspetto e di combattere tutte le innovazioni (bid`ah) che nei secoli erano penetrate nell’Islam nel Subcontinente Indiano, a causa sia dell’ignoranza che dell’influenza dei costumi e delle abitudini dei “vicini” indù.

Essi hanno svolto (e svolgono) quest’opera rivivificatrice aggrappandosi saldamente alla tradizione islamica autentica ma facendo contemporaneamente sempre riferimento alle fonti islamiche originali, mediando tra ed opponendosi dunque ai due estremi:

-da una parte, quello che afferma di promuovere improbabili e falsi “ritorni alle fonti” che vorrebbero bypassare l’intera tradizione sapienziale islamica, con il risultato di trovarsi a dover “reinventare la ruota”, privi di usul al-fiqh, e a denunciare come “haram/bid`ah/shirk” pratiche assolutamente ortodosse o perché non hanno gli strumenti o le conoscenze per comprenderle, o perchè non sono apprezzate/accettate dai loro padroni occidentali (atteggiamento incarnato oggigiorno da una parte dai salafiti, e, dall’altra, dai modernisti/riformisti che pretendono di basarsi su singoli ed isolati episodi storici per derivare di testa propria regole innovative);

-dall’altra, quello di chi, con la scusa della “tradizione”, propone la supina e cieca imitazione di qualunque cosa abbia un sapore di “tradizionale” in quanto semplicemente ereditato dalla generazione precedente, senza vagliarne o verificarne in alcun modo l’autenticità, con il risultato di “santificare la tradizione” e difendere qualunque pratica anche se in realtà è priva di basi nelle fonti islamiche od è di fatto proibita, facendo sforzi immani per giustificare praticamente qualunque azione avvenga “tradizionalmente” in una società islamica (e questo è l’atteggiamento incarnato dall’altro estremo, quello degli auto-nominati “tradizionalisti”, dei “barelwi” e di altri pseudo-Sufi deviati).

Invece, gli `Ulama’ Deobandi si trovano nella via mediana tra questi due estremi (e l’essere sulla via mediana tra estremi opposti è una delle loro caratteristiche principali, essendo la vera moderazione una caratteristica essenziale dell’Islam stesso): essi camminano solidamente sul sentiero della tradizione islamica (della quale sono già parte integrante), ma al tempo stesso sottoponendola ad un’analisi critica sulla base del continuo e costante riferimento alle uniche “fonti infallibili” del nostro Din: il Qur’an e la Sunnah, ed eliminando dunque qualunque cosa si opponga ed esse ed alle pratiche dei Sahabah e degli as-Salaf as-Salih (radiyallahu `anhum), ed il tahqiq è la loro specializzazione.

Il contributo degli `Ulama’ Deobandi in tutti i “dipartimenti” del Din
Alla luce di tutto ciò, si può brevemente elencare nel modo seguente (in maniera sicuramente incompleta e lacunosa, semplicemente per dare un’idea) il contributo degli `Ulama’ Deobandi a tutti i “dipartimenti del Din” (e la considerazione per e l’impegno in tutti i “dipartimenti” del Din sono uno dei segni e criteri più importanti nel mostrare l’adesione di un gruppo di `Ulama’ all’Islam ortodosso, mentre invece altri gruppi “limitano” l’Islam unicamente a quell’uno o due settori in cui essi si impegnano e che riducono ad “Islam”, perdendo in tal modo l’equilibrio e l’onnicomprensività che sono invece caratteristiche essenziali dell’Islam vero e completo), ad ognuno dei quali hanno dedicato opere (letterarie e fisiche) rinomate e riconosciute in tutto il mondo islamico:

nelle scienze del Qur’an e nel suo tafsir (avendo prodotto moltissimi ottimi commentari ed esegesi, oltre che quantità incredibili di qurra’ (recitatori del Qur’an) e di huffaz (che conoscono il Qur’an a memoria)).
nel Fiqh (dove come abbiamo visto seguono prevalentemente il Madhhab Hanafi ma avendo cura di basare ogni posizione su prove chiare dalle fonti islamiche, e dove hanno prodotto decine di manuali di giurisprudenza e centinaia di migliaia di fatawa su ogni aspetto del Din);
nella scienza degli Ahadith (avendo prodotto ottimi Muhaddithin e molti commentari delle più celebri opere di Ahadith);
nell’`Aqidah (dove hanno riespresso con chiarezza e lucidità straordinarie anche i punti più complessi della dottrina islamica);
nella diffusione e nello studio dell’`Ilm, aprendo una straordinaria quantità di madaris che diffondono la corretta comprensione del Din tra la popolazione e sfornando ogni anno migliaia di `Ulama’ e Mufti, non solo dal “Darul Uloom” di Deoband, ma anche dalle migliaia di istituzioni e madaris “sorelle” aperte negli ultimi decenni (ed è un punto che vedremo più in dettaglio qualche riga più sotto, insha’Allah).
nella lotta contro lo shirk e la bid`ah, contro i costumi e gli usi derivati dagli indù, o dagli “occidentali”, etc.;
nella confutazione dei deviati, degli eretici e dei non-Musulmani, come di sciiti e di sette come i Qadiyani, coloro che rigettano gli Ahadith, modernisti, i missionari, etc. A questo proposito contano un gran numero di `Ulama’ e semplici musulmani che sono diventati Shuhada’, caduti sotto i colpi di sciiti e qadyiani ed altri kuffar;
nel Tasawwuf (purificato e filtrato da ogni innovazione e deviazione, e ricollegandosi (eccellendovi) a tutte e quattro le Turuq più diffuse del subcontinente: Chishtiyyah, Qadiriyyah, Naqshbandiyyah e Suhrawardiyyah);
nella Da`wah e nel Tabligh (avendo originato il cosiddetto “movimento” della “Tablighi Jama`ah”, che potrebbe essere definito a ragione il “gruppo” (o meglio sforzo) di Musulmani più diffuso, ramificato e numeroso al mondo, e che ha prodotto milioni di riavvicinamenti all’Islam ed alla Sunnah, oltre che di conversioni, etc);
-così come pure nella politica e nel Jihad (avendo giocato un ruolo chiave nella lotta contro il colonialismo inglese -nelle cui battaglie sono stati in prima fila tra i Mujahidin e tra gli Shuhada’-; a sostegno del Khilafah Uthmani (il Califfato Ottomano) prima, e per la ricostituzione del Khilafah poi; nella nascita del Pakistan, originariamente progettato per essere uno Stato islamico; nel Jihad in Afghanistan contro i sovietici prima e contro gli americani adesso: tutta la storia recente del subcontinente indiano è segnata dal sacrifico di migliaia di `Ulama’ e Tullab Deobandi che hanno difeso l’Islam ed i Musulmani con il loro sangue contro inglesi, indù, sikh, sciiti, sovietici, comunisti ed americani ed i loro alleati).
Etc. etc.; si tratta certamente di un elenco in completo, che non rende giustizia agli sforzi degli `Ulama’ Deobandi per il Din di Allah.

Mentre i Barelwi e gli “Ahl-e-Hadith” (che nel Subcontinente indiano rappresentano i due “estremi” rispetto ai quali il maslak Deobandi è via mediana, ortodossa e moderata) spendono la gran parte del loro tempo ad attaccarli – i primi accusando i Deobandi di essere “wahhabiti”, ed i secondi di essere “sufi” – gli stessi stessi Barelwi ed “Ahl-e-Hadith” sono costretti a fare riferimento alle opere scritte dagli `Ulama’ Deobandi quando si tratta di confutare altri deviati ed eretici, perchè “mentre i cani abbaiano, la carovana avanza”, ed i Deobandi continuano le loro ricerche ed i loro studi, costruendo, mentre gli altri sanno solo produrre odio e confutazioni, distruggendo.

Reazione al colonialismo, preservazione del Din e costruzione di Madaris
Inoltre, pure l’elemento del colonialismo, cui ho accennato qualche riga più su, è essenziale per comprendere correttamente il maslak Deobandi non solo nella sua storia ed importanza, ma anche per comprenderne l’attualità odierna: mentre ad esempio nel mondo arabo la discussione tra gli intellettuali intorno a “modernità” e “colonialismo” si è storicamente focalizzata sul “dove abbiamo sbagliato, come mai non siamo noi “evoluti” come loro, come possiamo fare per raggiungere gli stessi obiettivi?” (come già discusso in parte di questo post), gli `Ulama’ Deobandi hanno invece messo in atto una resistenza ben strutturata all’imperialismo occidentale: una resistenza sia militare (dalle numerose ribellioni anti-coloniali capeggiate dagli `Ulama’ Deobandi nel Subcontinente Indiano, all’attuale resistenza dei Taliban in Afghanistan) ma anche e soprattutto culturale ed intellettuale, sulla base della fedele trasmissione della conoscenza islamica autentica e di tutti i “dipartimenti del Din“, nessuno escluso, come abbiamo visto poco fa.

Ed è anche proprio per questo motivo che tanta enfasi è stata posta dagli `Ulama’ “Deobandi” sulla trasmissione dell’`Ilm, e quindi sull’apertura di makatib e madaris ovunque le comunità che da essi hanno beneficiato sono emigrate, perchè ci si è resi conto che l‘iman delle proprie e delle future generazioni è messo a rischio dall’acculturazione e dall’imperialismo culturale “occidentale”, e la risposta ad esso non è nel limitarsi a formare future generazioni di “duktur” ed ingegneri, bensì nel trasmettere loro la conoscenza più importante, quella del Din.

Ed è dunque per questo che ovunque nel mondo si siano stabilite comunità di fratelli originari del Subcontinente Indiano ed influenzati dal maslak Deobandi, la loro preoccupazione immediata è stata subito quella di costruire madaris, che così oggi troviamo dal Sudafrica a Panama, dal Canada allo Zambia.

Deobandi: una scuola “indiana”, od un riferimento per i Musulmani in tutto il mondo?
Il punto precedente dovrebbe allora prevenire la domanda che poteva sorgere nel momento in cui si delineavano le origini geografiche del maslak Deobandi, ovvero “perchè proporre una scuola “indiana”“?

Innanzitutto, va’ notato che già solo l’area di origine del maslak Deobandi è un’area centrale del mondo islamico (sebbene negli ultimi decenni determinati avvenimenti storici abbiano chiuso le prospettive di molti Musulmani quasi unicamente sul “mondo arabo”), sia storicamente (nella cornice più ampia della civilizzazione turco-persiana, una delle civiltà più importanti e feconde della storia dell’Islam, e per secoli fiorente centro di conoscenza), sia numericamente, dato che sommando il numero di Musulmani già solo di Pakistan, India e Bangladesh si raggiunge un terzo dell’intera popolazione islamica mondiale.

Ma inoltre, la realtà è che negli ultimi decenni, Allah ha concesso al maslak Deobandi una straordinaria diffusione, non solo nell’accettazione e nell’apprezzamento riscontrato presso gli `Ulama’ di Ahl as-Sunnah in tutto il resto del mondo, ma anche proprio fisicamente, con madaris che continuano ad aprire non solo in tutto l’Asia: centro-meridionale (India, Pakistan, Bangladesh, Afghanistan, Sri Lanka, Nepal, Uzbekistan) ed oltre (Hijaz –comprese Makkah Mukarramah e Madinah Munawwarah!-, Iran, Birmania, Thailandia, Indonesia..), ma che hanno iniziato a diffondersi anche in altri continenti: dall’Africa (Sudafrica, Zambia ed altri paesi dell’Africa Meridionale, verso i quali a loro volta affluiscono studenti da tutto il resto dell’Africa ed oltre), all’America Settentrionale (Canada, Stati Uniti), Centro-meridionale (Panama, Trinidad e Tobago, Venezuela, Cile..), all’Europa (Regno Unito, dove la maggior parte delle moschee e la stragrande maggioranza delle madaris sono di orientamento Deobandi, ed i cui Musulmani costituiscono la realtà meglio organizzata tra le diverse comunità islamiche in Europa).

Come conseguenza a tale straordinaria diffusione geografica, abbiamo oggi a nostra disposizione una grande quantità di materiale prodotto/tradotto dagli `Ulama’ Deobandi soprattutto in inglese (lingua molto diffusa nel Subcontinente Indiano, oltre che lingua ufficiale di paesi che ospitano moltissime madaris ed `Ulama’ Deobandi: Sudafrica, Regno Unito, Canada, Stati Uniti…), col risultato che buona parte della produzione sapienziale (libri, articoli, fatawa) degli `Ulama’ Deobandi, oltre ad essere quella oggigiorno più vitale e completa (nel comprendere e considerare tutte le componenti dell’Islam, invece che fossilizzarsi solo su un numero limitato di aspetti, come troppo spesso avviene in altri “gruppi”) è anche quella più accessibile anche ad un pubblico europeo.

Spero dunque che quanto detto finora (e quanto raccolto qui di seguito, da considerarsi in aggiornamento costante) possa essere utile nell’offrire una chiarezza ed una solidità di riferimenti che sono oggigiorno – in mezzo a tante incomprensioni ed a tanti gruppi deviati che diffondono comprensioni errate del Din ed informazioni sbagliate) – essenziali per avere un orientamento saldo e sicuro su cui basare la propria comprensione del Din ed in base al quale trarre le proprie conoscenze ed informazioni in ambito giuridico, dottrinale e spirituale.

Propaganda anti-Deobandi
Questa breve introduzione non sarebbe completa senza un accenno alle polemiche che troppo spesso accompagnano – suo malgrado – il maslak Deobandi.
Se sono prevedibili le lamentele di modernisti (che ne criticano l’integrità e l’ortodossia), sciiti e qadyani (che non possono sopportare il fatto di venire esposti per quello che sono: miscredenti fuori dall’Islam) e salafiti (che non possono accettare `Ulama’ Ash`ariti/maturiditi, Sufi e che affermano la necessità di seguire una scuola canonica!), più insidiosa è la feroce propaganda negativa scatenata da quelli che teoricamente dovrebbero essere considerati come i più “vicini” ai Deobandi, visto che anch’essi si proclamano a parole “Maturiditi, Hanafi e Sufi”, ovvero i Barelwi.
In realtà, tale “vicinanza” è solo nominale ed illusoria, ed i barelwi sono in realtà un gruppo pesantemente tarato da bid`ah e talvolta persino shirk, che nascondono sotto il pretestuoso e falso riferimento al “Tasawwuf“.
Spinti dall’invidia nel constatare il successo degli `Ulama’ Deobandi, rosi dalla rabbia per vedere le loro innovazioni ed eresie impietosamente spezzate dalla penna dei Fuqaha’ Deobandi, e talvolta addirittura comprati dai soldi inglesi che non potevano sopportare i proclami del Jihad diffusi dai Deobandi, i Barelwi hanno da sempre scatenato una grossa fitnah contro i Deobandi, accusandoli non solo di essere “influenzati dai Wahhabiti” (il che è semplicemente storicamente falso e non provato in alcun modo), ma addirittura di essere “gustakh-e-Rasul” (ovvero, di insultare e mancare di rispetto al Profeta – sallallahu `alayhi wa sallam) e miscredenti; proprio così, i Barelwi fanno takfir dei Deobandi, e, di più fanno takfir di chiunque non faccia anch’egli takfir sui Deobandi (dunque in pratica di tutti gli altri Musulmani al mondo …oltre a loro stessi!)!

Molvi Rida Khan scrisse un documento (“Hussam al-Haramayn“) in cui faceva takfir su quattro tra i maggiori esponenti del maslak Deobandi del suo tempo: Hadrat Shaykh Muhammad Qasim Nanotwi (rahmatullahi `alayhi), Hadrat Shaykh Rashid Ahmad Gangohi (rahmatullahi `alayhi), Hadrat Shaykh Khalil Ahmad Saharanpuri (rahmatullahi `alayhi) ed Hadrat Maulana Ashraf Ali Thanawi (rahmatullahi `alayhi), e lo inviò a diversi `Ulama’ arabi in Hijaz e Sham, che inizialmente lo sottoscrissero, tratti in inganno dalle falsificazioni operate nel suo documento, spacciate per “citazioni” da opere dei quattro suddetti Akabir Deobandi.

Difatti, tali “citazioni” erano o completi fraintendimenti del significato inteso dagli Akabir, o miscugli di frasi artefatte, in cui spezzoni da pagine diverse delle loro opere erano uniti a formare le dichiarazioni volute da Molvi Rida Khan.

Alcuni `Ulama’ dall’Hijaz allora inviarono un questionario composto da ventisei domande, al quale rispose Hadrat Shaykh Khalil Ahmad Saharanpuri (rahmatullahi `alayhi), per mezzo dell’opera “Al-Muhannad `ala al-Mufannad” (sottoscritta pure da altri ventiquattro tra i maggiori esponenti del Maslak Deobandi), ad elencare l’effettiva “`Aqidah Deobandi” (che altro non è se non l’`Aqidah di Ahl as-Sunnah wa al-Jama`ah..), la quale, una volta raggiunti gli `Ulama’ dell’Hijaz, li portò a ritrattare la loro precedente adesione al takfir mosso da Molvi Rida Khan, ed anzi, essi sottoscrissero il documento preparato dagli `Ulama’ Deobandi, affermando che le loro risposte e posizioni erano in accordo con la dottrina di Ahl as-Sunnah wa al-Jama`ah. “Al-Muhannad `ala al-Mufannad” venne anche inviato in altri paesi arabi, come Egitto e Siria, dove raccolse l’adesione di numerosi altri sapienti, per un totale di 45 sottoscrizioni da parte di `Ulama’ dal Subcontinente Indiano, dall’Hijaz, da Sham e dall’Egitto.

Nonostante queste ritrattazioni, e nonostante le spiegazioni ed i chiarimenti offerti dagli `Ulama’ Deobandi sulle frasi che i barelwi hanno frainteso o manipolato, questi ultimi a tutt’oggi continuano la loro fitnah, e non perdono occasione per cercare di mettere contro i Deobandi (descrivendoli come dei “pericolosi wahhabiti”) persone ed `Ulama’ di altri paesi che sono completamente all’oscuro dei dettagli di questa contrapposizione, e che a volte, non avendo accesso alle opere in urdu in cui viene chiarita la questione, finiscono per cadere nella propaganda barelwi..

Infine, come sintesi di tutto quanto detto finora, lascio uno stupendo video (in urdu, ma con sottotitoli in inglese) tratto da un discorso di Maulana Abdul Karim Nadeem sugli sforzi degli `Ulama’ Deobandi per l’Islam:


E per chiudere, alcune risorse:

Definizione:

-About

-Who is a Deobandi?

-What Is Deobandiyat?

-What Were The Elders Of Deoband? – (By Mufti Muhammad Taqi Usmani)

-The Maslak Comprises of 5 things…

-The Objectives of Darul ‘Uloom Deoband

-The Poet of the East, ‘Allamah Iqbal (1837-1938) on Deobandis

Storia e metodologia:

-The Scholars of Deoband (By Shaykh Zulfiqar Ahmad)
-Darul Ulum Deoband – A Brief Account of its Establishment and Background (By Mawlana Muhammad Zafiruddin Miftahi):
1. Introduction
2. Background
3. The Final Collapse of the Mughal Empire and the Massacre of Muslims
4. Founding of Darul Ulum, Deoband
5. Why the “modern” sciences were excluded at Deoband
6. The widespread popularity of the Darul Ulum
7. The universal recognition of the role of the Darul Ulum
8. British counter-efforts

-The Maslak of the Ulema of Deoband – (By Hadrat Maulana Qari Muhammad Tayyib – rahimahullah)
-Darul Uloom Deoband:
1. A Brief Introduction
2. The Track (Maslak) of Darul Uloom
3. Constitution of Darul Uloom
4. The Universal Religious call and Educational Movement
5. Darul Uloom in the Fight of Freedom
6. The Inspired Madrasah and it’s School of Thoughts
7. Preaching Services of Darul Uloom
8. Efforts for the Preservation of Religion
-Darul Uloom Deoband 1866-2008 = 1283-1429 (By Muhammadullah Khalili Qasmi)
-Mufti Taqi Usmani’s visit to Deoband – 2010
-The Foundation of Darul Uloom Deoband
-Background and Methodology of the Deoband Seminar (By ‘Allamah Anwar Shah Kashmiri)
-Principles of Deobandi Fiqh – (By Mufti Sayyid ‘Abd al-Shakur Tirmidhi)
-Shah Waliullah And The ‘Ulama of Deoband
-Shah Waliullah And Darul ‘Uloom Deoband
-Darul Uloom Deoband
-Establishment of Islamic Institutions of Learning in India (By Moulana Yunus Osman (Secretary General – Jamiatul Ulama (KZN))
-How Hadith Came To India (By Shaykh Sayyid Abu ’ l-Hasan ‘Ali Nadwi)
-Those Were Our Forefathers (Audio)

Il riconoscimento da altri sapienti di Ahl as-Sunnah nel mondo:
-Praise of the scholarship of Deoband from scholars around the world
-Are Indo-Pak Scholars Strong in the Islamic Sciences? (By Mufti Muhammad Ibn Adam al-Kawthari)
-Mauritanian Shuyukh on the Deobandi ‘Ulama
-‘Allamah Shaykh ‘Abd al-Fattah Abu Ghuddah On Dar al-’Ulum Deoband
-Allamah Kawthari’s tribute to the greatness of the scholars of India
-Shaykh Muhammad ‘Awwamah on Contemporary Scholars Of the Indian Subcontinent
-The Rank of Recent Hanafi Jurists
-‘Allamah Zahid al-Kawthari’s Ijazah From Mawlana Ashraf ‘Ali Thanawi
-Allamah Zahid al-Kawthari’s Praise of Fath al-Mulhim by Mawlana Shabbir Ahmad Uthmani
-Shaykhs ‘Abd al-Fattah Abu Ghuddah’s and al-Kawthari’s Taqriz of I’la al-Sunan
-Shaykh Muhammad ‘Awwamah’s ‘Athar al-Hadith al-Sharif’ & Deobandi Scholars
-Shaykh Muhammad Ibn ‘Alawi al-Maliki’s Letter To Shaykh al-Hadith Mawlana Muhammad Zakariyya
-Shaykh ‘Abd al-Fattah Abu Ghuddah’s Letter To Shaykh al-Hadith Mawlana Muhammad Zakariyya
-A Yameni Hanbali Sheikh’s First-Hand Impressions of Darul Uloom Deoband
-Shaikh Aidh al-Qarni Writes on His Visit to Deoband
-The Mufti of Eritrea Who Studied in Deoband

Accuse, menzogne e la loro risposta:
-Mistaken Takfir
-False Allegations against Deobandi Ulama: ANSWERED
-Refuting Barelwi False Accusation
-Tahzir al-Nas and the issue of Takfir (By Mufti Mohammed Sajjad)
-Can Allah (Hallowed Be His Name) Tell A Lie? (By Maulana Rashid Ahmad Gangohi)
-Have you edited the Deobandi Aqida Book ‘Al-Muhannad’ and Where Can I get a Copy? (By Mufti Muhammad Ibn Adam al-Kawthari)
-Ahmad Raza Declares Takfir on Himself!
-Molwi Ahmed Radha Khan among the Arab Ulama

Qubuliyat:
-The Love of the Scholars of Deoband for the Messenger (Sallallahu `alayhi wa sallam)
-List of Deobandi ‘Ulama Buried in Jannatul Baqi (Madinah Munawwarah)

List of Deobandi ‘Ulama Buried in Jannatul Ma’la (Makkah Mukarramah)

Altro:
First: A tour of Deoband: a city of global importance 
Second: Meet Darul Uloom students
Third: Teaching and curriculum of Darul Uloom
Fourth: Daily life of Darul Uloom students
Fifth: Masjid –e-Rasheed: A magnificent mosque at Darul Uloom
Sixth: Students of Darul Uloom speak out about Jamiat Ulema-e-Hind

Siti dedicati:
-Darul Uloom Deoband
-Deoband.org
-Pearls of the Elders

Libri:
“Islamic Renaissance in South Asia (1707-1867): The Role of Shah Waliullah and his successors”, Maulana Mahmood Ahmad Ghazi
“Islamic revival in British India: Deoband, 1860-1900”, Barbara Daly Metcalf
“The Maslak of the Ulema of Deoband, Hadrat Maulana Qari Muhammad Tayyib (rahimahullah)

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