La Questione degli Attributi Ambigui di Allah

La Questione degli Attributi Ambigui di Allah

 

Di: Mufti Muhammad Taqi Usmani

Tradotto in inglese da Zameelur Rahman

Da: http://deoband.org/2010/04/hadith/hadith-commentary/the-issue-of-the-ambiguous-attributes-of-allah/ – Un articolo originale di Deoband.org

Traduzione in italiano a cura di: `Umar Andrea Lazzaro.

Zuhayr ibn Harb e Ibn Numayr mi narrarono: entrambi da al-Muqri’. Zuhayr disse: da ‘Abdullah ibn Yazid al-Muqri’: egli disse: Haywah ci ha narrato: Abu Hani mi ha informato: che ha sentito Abu ‘Abd al-Rahman al-Hubuli: che ha detto: ‘Abdullah ibn ‘Amr ibn al-’As (Allah sia soddisfatto di lui) dice: che ha sentito il Messaggero di Allah (Allah lo benedica e gli dia la pace) dire:

“In verità tutti i cuori dei figli di Adamo sono tra due dita delle dita del Più Misericordioso come un solo cuore. Egli ne fa ciò che vuole.” Quindi il Messaggero di Allah (Allah lo benedica e gli dia la pace) disse: “O Allah! Disponitore dei cuori, disponi i nostri cuori alla Tua obbedienza.” (Sahih Muslim)

La sua affermazione “due dita delle dita del Più Misericordioso”: al-Nawawi (che Allah abbia misericordia di lui) ha detto: “Questo è uno degli ahadith degli attributi e vi sono due opinioni al riguardo che ci hanno appena preceduto:

“Una di esse è di credere in essi senza avventurarsi nel ta`wil (interpretazione) o tentare di comprenderne il significato. Piuttosto, si crede che siano la verità e che non ne sia inteso il significato esteriore. Allah l’Altissimo ha detto: “Non vi è nulla di simile a Lui” (42; 11).

“E la seconda è di interpretarli in una maniera adatta. In base a ciò, il significato inteso è figurato. Ciò è come quando si dice “ho tale persona in pugno, è nelle mie mani”; con ciò non è inteso che questa persona abbia preso dimora nel suo pugno, semmai il senso è: è in mio potere. Si dice: “tale persona è tra le mie dita, lo giro come mi pare”, ovvero, egli è sotto il mio controllo e ne faccio ciò che voglio. Perciò, il significato dell’hadith è che Egli (Glorificato ed Esaltato), dispone dei cuori dei Suoi servi e degli altri cuori oltre ai loro come Egli vuole. Nessuno di loro gli è opposto, e ciò che Egli vuole non gli sfugge, così come ciò che è tra due dita di un uomo non gli si oppone. Perciò, Egli si rivolge agli arabi [in un modo] che essi comprendono ed è simile [usando] significati percepibili che danno certezza alle loro anime. Se si dice: il Potere di Allah è uno, e “due dita” (isba’an) è per dualità, la risposta è ciò che ha preceduto, che ciò è figurato e metaforico; così la similitudine (tamthil) è avvenuta in accordo con ciò a cui sono abituati, senza intendervi dualità o pluralità. Ed Allah sa meglio”.

Il debole servo (Allah lo perdoni) dice:

Imam al-Nawawi (Allah l’Altissimo abbia misericordia di lui) ha riportato solo due vie (madhhab) degli `ulama di Ahl al-Sunnah riguardo questo genere di testi che attribuiscono un dito ad Allah (l’Altissimo), o una mano, od un palmo, od altre cose oltre a queste.

La prima è la via del tafwid (relegazione), ed essa è la posizione della maggioranza dei muhaddithin (sapienti degli ahadith) e dei predecessori (salaf), e la seconda è il ta`wil (interpretazione), e questa è la posizione della maggior parte dei mutakallimin (teologi).

Vi è una terza via, seguita da un gruppo dei predecessori, e che al-Hafiz al-Dhahabi, ‘Allamah Ibn Taymiyyah ed il suo studente Ibn al-Qayyim (Allah l’Altissimo abbia misericordia di loro) hanno preferito, ed è che il significato inteso con “dito” è il suo significato letterale (ma`naha l-haqiqiyyah) ma è un attributo di Allah (l’Altissimo), non è un organo, e non è come le dita della creazione, semmai, la sua kayfiyya (modalità) è sconosciuta.

‘Allamah Ibn Daqiq al-’Id ha riportato un quarto metodo che è stato approvato da molti `ulama. Egli ha detto: “Diciamo, riguardo gli attribuiti problematici, che sono veri e veritieri secondo il significato che Allah intende. Chiunque li interpreti, consideriamo [l’interpretazione]: se l’interpretazione è vicina, in accordo con la lingua degli arabi, non la rigettiamo, e se è lontana, ce ne asteniamo e ritorniamo all’affermazione [del significato inteso degli attributi] dichiarando la trascendenza. Ciò che è tra gli attributi il cui significato è evidente e chiaramente compreso dalla conversazione degli arabi, lo comprendiamo in accordo con ciò, come le Sue parole: “in ciò ho trascurato il fianco di Allah” (janb Allah)’ (39:56), perché certamente il significato ivi inteso nel loro uso popolare è “dovere verso Allah (haqq Allah)”, per cui non vi è esitazione nel comprenderlo secondo questo [significato]. Similmente per le sue parole: “In verità, il cuore del figlio di Adamo è tra le due dita del Più Misericordioso”, poiché certamente il significato ivi inteso è che il volere del cuore del figlio di Adamo è controllato dal Potere di Allah e ciò che Egli vi induce”. Al-Hafiz ha trasmesso ciò in Fath al-Bari (13:383), Kitab al-Tawhid, Bab ma Yudhkaru fi l-Dhati wa l-Nu’ut.

Tutte le quattro vie sono plausibili (muhtamilah). Moltitudini dei sapienti ricercatori hanno scelto ognuno di essi. Poiché certamente la cosa fondamentale nel credo (`aqidah) è dichiarare Allah (l’Altissimo) al di là di tashbih (somiglianza) e ta’til (negazione), ed ognuna di queste quattro vie è fermamente convinta di ciò. La differenza tra esse non è una differenza nella dottrina, poiché in verità la dottrina è dichiarare Allah al di là di tashbih e ta’til; è solo una differenza d’opinione nell’esprimere tale dottrina e nel basarla sui testi. Perciò, nessuna di queste vie è completamente infondata o assolutamente fuorviata, anche se i dibattiti teorici e le dispute tra di esse non hanno mai smesso di continuare per molti secoli. Occasionalmente sfrontatezza, esagerazione ed eccesso si sono verificate in tali [discussioni] dalle varie parti, ed occasionalmente una di loro si è mossa verso l’oltrepassare i limiti della moderazione, ma la verità è che alla base di ciò non vi è altro che una disputa ijtihadi (di valutazione), simile alle differenze tra i fuqaha (giuristi) nelle questioni giuridiche che sono aperte all’interpretazione (mujtahad fiha). Per questa ragione, prominenti sapienti della ummah, devoti seguaci del Libro e della Sunnah della cui appartenenza alla gente della verità e ad Ahl al-Sunnah wa-l-Jama’ah non vi è dubbio, hanno seguito tutte le opinioni tra queste quattro.

E’ chiaro che la via della maggioranza dei predecessori (salaf) era il tafwid, e questa è la più sicura e più prudente [via], e la più conforme alle sue parole: “nessuno ne conosce l’interpretazione se non Allah. E coloro che sono ferrati nella conoscenza dicono: vi crediamo” (3; 7). Abbiamo parlato di tale questione in un certo dettaglio nei nostri scritti attorno al Tafsir ‘Uthmani, dalla somma dei nostri saggi in arabo. Si veda, per un’elaborazione di tutte le parti della questione, Kitab al-Asma’ wa l-Sifat di al-Bayhaqi, Daf’ Shubah al-Tashbih di Ibn al-Jawzi, Sharh Hadith al-Nuzul di Ibn Taymiyyah e Bawadir al-Nawadir di Shaykh Ashraf ‘Ali al-Thanawi (Allah l’Altissimo abbia misericordia di loro).

(Takmilah Fath al-Mulhim Vol 5. pp. 379-80)

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