Le Regole su Purità Rituale ed Abluzioni (Taharah, Wudu’ e Ghusl)

CORSO DI FIQH ISLAMICO

AT-TAHARAH


(La Purità Rituale) – Secondo il Madhhab Hanafi

 

Basato sulle dispense di: Mufti Muhammad Tosir Miah – Darul Iftaa Birmingham, UK
Traduzione e aggiunte a cura di Sunnita.com

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Istinja’ (La pulizia delle parti intime dopo aver espletato i propri bisogni)

Istibra’
È obbligatorio assicurarsi che la fuoriuscita di gocce di urina sia terminata e la propria mente sia convinta a questo riguardo in base alle proprie abitudini personali, che ciò sia per aver camminato, tossito, essersi sdraiato o per mezzo di qualsiasi altro metodo.

È proibito eseguire il wudu’ finché non si sia convinti che la fuoriuscita di gocce di urina sia cessata.

È Sunnah eseguire l’istinja’ di qualunque najasah (impurità) che esca dal passaggio anteriore o posteriore delle parti intime e non si sia diffusa oltre i loro limiti, ma è wajib (necessaria) se la najasah si è estesa oltre l’orifizio ed è equivalente alle dimensioni di un dirham (circa 3-5 cm di diametro), ed è fard (obbligatoria) se si è estesa per più delle dimensioni di un dirham di larghezza.
È Sunnah eseguire l’istinja’ con un sasso pulente o della carta igienica. Eseguire istinja’ con dell’acqua è preferito. La cosa migliore è utilizzare sia acqua che sassi o carta igienica, prima pulendo con il sasso (o carta igienica) e quindi lavando. È anche permesso usare solo uno dei due metodi (o usare solo dell’acqua o pulire solo con dei sassi o carta igienica).

Adab (etichette) dell’espletare i propri bisogni
1. Entrare nella toilet con il piede sinistro.
2. Cercare rifugio in Allah da Satana il maledetto prima di entrare:
Allahumma inny a`udhu bika min al-khubuthi wal khaba’ith”.
(“O Allah mi rifugio in te dai demoni, maschi e femmine”).
3. Sedersi appoggiando il peso sul piede sinistro e non parlare se non per necessità.
4. È makruh tahrimi (proibitivamente riprovevole) orientarsi avendo la qiblah di fronte o dietro le proprie spalle, anche se ci si trovi in un edificio. È makruh (riprovevole) urinare in direzione del sole o della luna, ed è makruh pure urinare sedendosi in direzione opposta al vento. È makruh tanzihi (lievemente riprovevole) urinare stando in piedi senza una ragione valida.
5. Bisogna uscire dalla toilet con il piede destro e quindi recitare:
Ghufranak alhamdulillahi-lladhi adhaba `anni-l-adha wa `afani”.
(“O Signore il tuo perdono. Sia lode ad Allah che mi ha liberato della sporcizia e mi ha dato la salute”).
Wudu’ (l’abluzione minore)

Farai’d (elementi obbligatori) del wudu’
1. Lavare il viso dal punto in cui normalmente inizia l’attaccatura dei capelli fino alla parte più bassa del mento – in lunghezza; e la porzione tra i due lobi delle orecchie – in larghezza.
2. Lavare le braccia fino ai gomiti inclusi.
3. Fare masah (passare la mano bagnata) su un quarto della testa.
4. Lavare i piedi fino alle ossa delle caviglie incluse.

Condizioni per la validità del wudu’
1. Che dell’acqua pura raggiunga la pelle delle parti che debbono essere lavate.
2. Che si sia privi di tutto ciò che è incompatibile con il wudu’, come mestruazioni, perdite post-parto e fattori che perpetuano l’impurità rituale.
3. La rimozione di ciò che impedisca all’acqua di raggiungere la pelle (come cera, grasso..).
È obbligatorio lavare la parte visibile di una barba folta (e non la pelle sottostante), mentre per una barba rada è obbligatorio che l’acqua raggiunga la pelle. Non è necessario che l’acqua raggiunga né i peli della barba che si estendono in lunghezza oltre i confini del viso, né la parte della labbra che è nascosta quando la bocca è chiusa.
Se le dita sono tenute strettamente unite, o un’unghia è cresciuta così lunga da aver coperto la punta del dito, o vi è qualcosa nelle unghie che impedisca all’acqua di raggiungere la punta delle dita – come dell’impasto – sarà obbligatorio rimuovere tale sostanza e lavare la parte al di sotto. Sostanze come la sporcizia non impediscono la penetrazione dell’acqua.
È obbligatorio muovere un anello stretto che si abbia al dito (per lasciar passare l’acqua al di sotto). Se fosse dannoso lavare delle fenditure ai piedi, sarà sufficiente permettere all’acqua di scorrere sulla medicina applicata su di esse.

Sunnah del wudu’
1) Lavare le mani, polsi inclusi;
2) Recitare la basmalah (“bismillahi-r-rahmani-r-rahim“);
3) Usare il miswak (bastoncino da denti) iniziando il wudu’; usare il dito in assenza del miswak;
4) Sciacquare la bocca tre volte, anche se con una singola manciata d’acqua;
5) Sciacquare il naso con tre manciate d’acqua;
6) Se non si è a digiuno, sciacquare a fondo la bocca ed il naso;
7) Bagnare una barba folta inserendo una manciata d’acqua dal di sotto e quindi pettinandola con le dita verso l’alto;
8) Passare le dita bagnate di una mano tra gli spazi tra le dita dell’altra mano;
9) Lavare ogni arto per tre volte; eseguire il masah dell’intera testa una volta;
10) Ed il masah delle orecchie, anche se fosse con l’acqua rimasta (sulle mani) dal masah della testa. (Il masah della parte esterna delle orecchie va eseguito con i pollici, e dell’interno con gli indici).
11) Eseguire le azioni del wudu’ in successione (ovvero, lavare ogni arto prima che si asciughi quello lavato precedentemente).
12) Formulare l’intenzione;
13) Strofinare la nuca e non la gola;

Azioni makruh (riprovevoli) nel wudu’
1. Sprecare acqua.
2. O usarne troppo poca, con avarizia.
3. Schizzare l’acqua sul viso.
4. Parlare di questioni mondane.
5. Chiedere l’aiuto di altri senza una ragione valida.
6. Fare masah della testa per tre volte con dell’acqua nuova.

Condizioni ed azioni che annullano il wudu’
1. Tutto ciò che esce dal passaggio anteriore o posteriore delle parti intime, eccetto aria dal passaggio anteriore.
2. Lo scorrere di impurità (come ad esempio sangue e pus ) anche da altre parti oltre al passaggio anteriore e posteriore delle parti intime.
3. Vomitare una boccata di cibo, acqua, sangue, coaguli o bile. Il modo corretto di determinare una “boccata” è che non si sia in grado di tenere la bocca chiusa se non con difficoltà. Vomitare più volte è considerato come vomitare una volta sola se in totale la somma raggiunga una boccata, a condizione che la causa di ogni vomito sia la stessa.
4. La presenza di una quantità eguale o superiore di sangue rispetto alla saliva nella propria saliva.
5. Dormire in una maniera tale che le proprie natiche non siano fermamente stabilite sul terreno.
6. Perdita di coscienza.
7. Perdita di salute mentale.
8. Ubriachezza.
9. Risata ad alta voce da parte di un adulto cosciente durante una preghiera rituale che sia composta di ruku` e sujud.

Condizioni ed azioni che non annullano il wudu’
1. Presenza di sangue che non scorra oltre i confini della ferita.
2. Fuoriuscita di un verme da una ferita, dall’orecchio o dal naso.
3. Toccare le proprie parti intime.
4. Toccare una donna.
5. Vomito in quantità inferiore ad una “boccata”.
6. Vomito di una “boccata” o più ma composto di muco.
7. Il dormire di una persona che sta pregando, anche se fosse durante l’esecuzione di ruku` o sujud, a condizione che mantenga la sua postura secondo la Sunnah.
8. Dormire con le natiche fermamente stabilite sul terreno.
Ghusl (l’abluzione maggiore)

Fara’id (elementi obbligatori) del ghusl
1. Sciacquare la bocca.
2. Sciacquare il naso.
3. Lavare tutto il corpo.

Sunnah del ghusl
1. Iniziare con la Basmalah (bismillahi-r-rahmani-r-rahim);
2. Formulare l’intenzione.
3. Lavare le mani fino ai polsi inclusi.
4. Lavar via la najasah (impurità) anche se essa si trovi in posti differenti.
5. Lavare le parti intime.
6. Eseguire il wudu’ come per la salah, lavando (gli arti) tre volte e facendo masah della testa.
7. Posticipare il lavaggio dei piedi se ci si trova in un luogo in cui l’acqua si raccolga in basso.
8. Versare l’acqua su tutto il corpo per tre volte.

Condizioni che rendono obbligatorio il ghusl
1. Rapporto sessuale con penetrazione, anche se non vi è emissione di sperma.
2. Emissione di sperma che abbia lasciato il suo luogo d’origine mentre una persona è in stato di eccitazione sessuale anche se tale emissione abbia avuto luogo senza un rapporto sessuale.
3. Riscontrare del bagnato che si ritiene essere sperma al momento di riprendersi da ubriachezza o al riacquisire coscienza o al risveglio (sogno erotico).
4. Al concludersi del ciclo mestruale.
5. Al concludersi del sanguinamento post-parto.

Condizioni che non rendono obbligatorio il ghusl
1. Emissione di madhi (liquido preseminale).
2. Emissione di wadi (liquido bianco che a volte accompagna l’urina negli uomini).
3. Fare un sogno erotico ma senza trovare alcuna umidità (o traccia di eiaculazione) al risveglio.
Tayammum

Ragioni che permettono il tayammum
1. Non poter trovare dell’acqua durante un viaggio (in condizione di viaggiatore (musafir) secondo la Shari`ah).
2. Trovarsi fuori da aree abitate, a circa 1.86 km o più di distanza dall’acqua più vicina.
3. Avere dell’acqua a disposizione, ma essere malati e temere ragionevolemente che, usandola, la malattia possa intensificarsi.
4. Se una persona in janabah (stato di impurità rituale maggiore) teme che facendo ghusl con dell’acqua il freddo potrebbe ucciderlo o farlo ammalare.

In tutti questi casi sarà permesso eseguire il tayammum con la superficie della terra.

5. Il tayammum è permesso ad una persona in salute che si trovi in un’area abitata se è in corso un funerale e l’esecutore/guardiano è altri che lui, e teme che se si mette ad eseguire la purificazione perderà la Salah: allora può eseguire il tayammum e pregare la Salah al-Janazah.
6. Similmente, una persona che è presente ad uno dei due `Id, e teme che se si mette ad eseguire la purificazione, perderà la preghiera dell’`Id: allora può eseguire il tayammum e pregare quella Salah al-`Id.
7. Per chi non trova dell’acqua, ma ha speranza di poterla trovare verso la fine del tempo della preghiera, è raccomandato posticipare la preghiera fino all’ultima parte del suo tempo; allora, se trova dell’acqua, eseguirà il wudu’ con essa e pregherà, altrimenti, eseguirà il tayammum e pregherà.
8. Non è obbligatorio per il viaggiatore, se non è incline a credere che vi sia dell’acqua vicino, cercare dell’acqua. Ma se è incline a credere che vi sia dell’acqua, non gli è permesse eseguire il tayammum finché non l’abbia cercata. Se un suo compagno ha dell’acqua, gliela chiede prima che esegua il wudu’; se questi gliela nega, eseguirà il tayammum e pregherà.

Come eseguire il tayammum
Il tayammum consiste in due colpi delle mani contro il terreno: ci si strofina la faccia dopo il primo, e le braccia fino al gomito (compreso) dopo il secondo. Il modo di eseguire il tayammum per uscire dall’impurità che sia dovuta da impurità minore od a janabah (dopo un rapporto sessuale) è lo stesso.
L’intenzione è obbligatoria nel tayammum, mentre è raccomandata (ma non obbligatoria) nel wudu’.

Sostanze con cui è valido il tayammum
Il tayammum può essere eseguito con qualsiasi sostanza pura della terra (a condizione che non sia malleabile -escludendo dunque i metalli- e che non si possa bruciare in polvere -escludendo dunque legno e sostanze vegetali), come terra, sabbia, antimonio, calcare, pietre o polvere.

 

Masah sui Khuffayn (strofinare i calzari di pelle)

La sua permissibilità
1. Fare masah dei khuffayn (ovverosia, strofinarli con la mano bagnata, invece che lavare i piedi) è permesso, basato sulla Sunnah, per ogni hadath (condizione di impurità) minore che necessiti il wudu’, a condizione che i khuffayn vengano indossati mentre si sia in stato di purità completa e l’impurità sia sopraggiunta in seguito.
Strofinare i khuffayn non è permesso per colui su cui sia obbligatorio il ghusl.
2. Se si è residenti, si può fare masah per la durata di un giorno ed una notte (24 ore). Se si è un viaggiatore (nel senso della Shari`ah), si può strofinare per tre giorni e tre notti (72 ore). L’inizio del limite di tempo è dal momento in cui su perde la purità per la prima volta.

Come eseguire il masah sui khuffayn
Lo strofinamento dei khuffayn è sul loro dorso, con le dita allineate, partendo dalla punta delle dita dei piedi e continuando fino alla caviglia. La sua parte minima obbligatoria (in dimensione) è l’ampiezza delle tre dita più piccole della mano.

Ciò che annulla il masah
Lo strofinamento è annullato da:
1. Tutto ciò che annulla il wudu’, ed inoltre pure:
2. Il togliere i khuffayn, e
3. La fine del limite di tempo: se è solo il limite di tempo a concludersi (ma si è in stato di purità rituale), si possono rimuovere i propri khuffayn, lavare i piedi e pregare, e non è obbligatorio ripetere le parti restanti del wudu’.

Masah sui Jawrabayn
I jawrabayn sono un calzari per i piedi simile alle calze di pelle. Nella scuola Hanafita, l’Imam Muhammad (rahimahullah) e l’Imam Abu Yusuf (rahimaullah) sono dell’opinione che il masah sui jawrabayn è permesso se essi sono “spessi”. ‘Spesso’ significa che:
a) Si sia in grado di camminarvi per tre miglia (senza che si strappino o buchino).
b) Rimangano su da soli dritti e aderenti sulla parte inferiore della gamba.
c) Non siano trasparenti né permeabili, in modo che l’acqua non vi filtri dentro.

Masah su bende e cerotti
1. Il masah è permesso su bende o coperture di una ferita, se la loro rimozione è dannosa o causa molto dolore.
2. Il masah va fatto sull’intera copertura, che la ferita sia sotto tutta essa o meno.
3. Se lavare la ferita non è dannoso né doloroso, allora andrà lavata. Se l’acqua risulta dannosa, allora eseguire il masah direttamente su di essa è obbligatorio (wajib), ma se pure il masah è dannoso allora è permesso fare masah sulla benda, copertura, gesso, etc.
Hayd (Sanguinamento Mestruale)

Definizioni
Il ciclo mestruale minimo è della durata di tre giorni e tre notti: tutto ciò che duri meno di ciò non è sangue mestruale (hayd) ma sanguinamento cronico (istihadah).
Il periodo mestruale massimo è di dieci giorni e dieci notti: tutto ciò che duri più di ciò è istihadah.

Cos’è proibito durante hayd (ciclo mestruale) e nifas (perdite post-parto)
1. Una donna è esentata dalla Salah, ed il digiuno le è proibito.
Dovrà recuperare in seguito i digiuni persi, ma non le Salawat (plurale di Salah).
2. Non può entrare in moschea.
3. Né eseguire il tawaf attorno alla Ka`bah.
4. Né suo marito può avere rapporti sessuali con lei.
Una donna durante il ciclo mestruale ed in janabah non può recitare il Qur’an.
Una donna durante il ciclo mestruale, od in janabah, od in stato di impurità minore, non può toccare il mushaf (copia) del Qur’an, a meno che esso non sia chiuso nel suo contenitore.

Completamento della purità
1. Se il sanguinamento mestruale termina prima dei dieci giorni, non è permesso avere rapporti sessuali col proprio marito finché non esegua il ghusl o non passi l’intero tempo di una Salah.
2. Se il sanguinamento termina dopo dieci giorni, è permesso (ma non raccomandato) avere rapporti sessuali con lui prima che esegua il ghusl.
3. Se la purità interrompe due sanguinamenti all’interno del periodo mestruale, è considerato sangue che continua a scorrere.
4. Il periodo minimo di purità è di quindici giorni, e non vi è limite al suo periodo massimo.

Istihadah (Sanguinamento cronico)
1. Il sangue dell’istihadah è quello che una donna riscontri per meno di tre giorni o più di dieci giorni (per il ciclo mestruale; e di più di quaranta giorni per il sanguinamento post-parto).
2. La sua regola è (la stessa di) quella della regola di un sanguinamento nasale continuo; non impedisce il digiuno, né la Salah, né i rapporti sessuali.
3. Se il sanguinamento supera i dieci giorni, ed una donna ha un ciclo conosciuto, si fa riferimento ai giorni del suo ciclo, e tutto ciò che supera ciò è considerato istihadah. Se ella ha raggiunto la maturità in stato di istihadah allora il suo ciclo mestruale è considerato essere di dieci giorni ogni mese, ed il resto è istihadah.

Nifas (Sanguinamento post-parto)
1. Il nifas è il sangue che esce dopo il parto. Il sangue riscontrato da una donna incinta e quello riscontrato durante il parto prima dell’uscita del bambino è istihadah.
2. Non vi è limite per la durata minima del nifas ma la durata massima è di quaranta giorni. Tutto ciò che supera tale durata è istihadah. Se il sanguinamento supera i quaranta giorni, e la donna aveva già partorito in precedenza ed ha un ciclo regolare nel periodo successivo al parto, si fa riferimento ai giorni del suo ciclo regolare, ma se non ha un ciclo regolare allora il suo nifas iniziale sarà di quaranta giorni.

 

Ma`dhur
Una persona che a seguito di qualche disturbo o malattia etc. rimanga continuamente in stato di impurità e non sia in grado di restare in stato di purità abbastanza a lungo da poter eseguire la Salah è definita “ma`dhur”.
Si diventa ma`dhur solo se lo stato di impurità dura per la durata completa di una Salah: se durante questo tempo sangue, urina o qualsiasi altra impurità scorrono continuamente non rendendo possibile eseguire wudu’ e la Salah fard (preghiera obbligatoria) in condizione di purità [perché essa viene subito persa prima di riuscire a completare la Salah], si sarà definiti “ma`dhur”. Il tempo verrà calcolato a partire dal tempo della Salah immediatamente successiva al tempo della Salah in cui la malattia od il disturbo è iniziato.
Durante questo lasso di tempo se tale malattia si è arrestata abbastanza a lungo da rendere la persona in grado di eseguire i fara’id del wudu’ (viso, braccia, etc.) e anche solo la Salah fard, allora non si sarà considerati ma`dhur.
Dopo essersi qualificato come ma`dhur, si rimarrà tale fintanto che il sanguinamento/perdita etc. non si interrompa per l’intero tempo di una Salah.
Dopo essere diventato ma`dhur, non è necessario che il sanguinamento sia continuo nei tempi delle Salawat successive: sarà sufficiente che il sanguinamento duri anche solo un momento (nel tempo di ogni Salah) perché si continui ad essere considerato ma`dhur.
Un ma`dhur dovrà eseguire il wudu’ per ogni Salah fard. Il wudu’ di un ma`dhur resta valido per la durata del tempo della rispettiva Salah (anche se si presenta la causa che lo rende ma`dhur), ma tutti gli altri fattori che invalidano il wudu’ oltre al fattore responsabile dell’averlo reso ma`dhur, invalideranno il wudu’ del ma`dhur.
Impurità
È obbligatoria la purificazione dalle impurità dal corpo e dai vestiti del musalli (la persona che prega) e dal luogo in cui esegue la Salah.

Metodi di purificazione
1. È permessa la pulizia dalle impurità con acqua e con qualsiasi altro liquido puro con cui esse possano essere rimosse, come aceto o acqua di rose.
2. Se dell’impurità ha toccato ed è rimasta attaccata ad un khuff (calzare), ed ha una massa, e si è poi seccata, allora è permesso (e sufficiente) sfregarla contro il terreno.
3. Lo sperma è impuro ed è obbligatorio lavarlo via, ma se si è seccato su un vestito è sufficiente grattarlo via.
4. Se dell’impurità è rimasta attaccata ad uno specchio o ad una spada, sarà sufficiente strofinarla.

Regole della pulizia
1. Se una persona è contaminato da impurità maggiore come sangue, urina, escrementi o vino, delle dimensioni di un dirham o meno, è permesso eseguire la Salah con tale impurità addosso (ma è riprovevole); ma se le dimensioni dell’impurità sono superiori ad un dirham, la Salah non sarà permessa (senza prima rimuovere tali impurità).
2. Se si è contaminati da impurità leggera, come l’urina di quegli animali dei quali si può mangiare la carne, la Salah sarà permessa fintanto che le dimensioni delle impurità non abbiano raggiunto un quarto del vestito.
3. La pulizia dell’impurità che è obbligatorio lavar via è di due categorie:
a. Ciò che ha un’essenza visibile: la sua pulizia è ottenuta con la rimozione di tale sostanza, a meno che non persistano alcune tracce che è molto difficile rimuovere.
b. Ciò che non ha un’essenza visibile: la sua pulizia è ottenuta lavandolo via finché non sia sia soddisfatti che è stata pulita.

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