Status e Diritti della Moglie nell’Islam

Status e Diritti della Moglie nell’Islam

 

Di: Mufti Muhammad Taqi Usmani Saheb

Estratto da: “Discourses on Islamic Way of Life

Traduzione a cura di Aysha Afzaal ed Amalpr

Tutta la lode appartiene ad Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) [1]. Lo lodiamo e chiediamo il Suo aiuto e il Suo perdono, in Lui crediamo e a Lui ci affidiamo. Cerchiamo rifugio in Lui dal male che è presente in noi stessi e dai vizi delle nostre azioni. Nessuno può deviare colui che Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) guida, e nessuno può guidare colui che Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) lascia deviare. Testimonio che non c’è altro dio all’infuori di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) e che Egli non ha associati. Testimonio anche che il nostro maestro, la nostra autorità e il nostro Profeta, Muhammad (sallallahu `alayhi wa sallam) [2] è il Suo servo e Messaggero. Possa Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) concedere a lui, la sua famiglia e i suoi Compagni misericordia e benedizione in abbondanza.

E Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente ha detto:

“Comportatevi verso di loro convenientemente”. (4.19)

“Non potrete mai essere equi con le vostre mogli anche se lo desiderate. Non seguite però la vostra inclinazione fino a lasciarne una come in sospeso. Se poi vi riconcilierete e temerete [Allah], ebbene Allah è perdonatore, misericordioso.”. (4:129)

  

Importanza dei diritti dei servi (di Allah, SubhanaHu wa Ta`ala) [3]

 

Allamah Nawawi (rahimahullah) [4] comincia una discussione sui diritti dei servi di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) alla luce di questi versetti e delle tradizioni [ahadith o detti, narrazioni del Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam), ndt] del santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam). Ho già menzionato ripetutamente che i diritti dei servi di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) costituiscono una branca molto importante della religione. Tale importanza si fonda sul fatto che [la violazione de]“i diritti di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala)” possono essere perdonati con il pentimento. Se – Dio non voglia – accade qualche negligenza nei confronti dei diritti di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala), è molto semplice rimediare a questa mancanza, attraverso il pentimento e la richiesta del perdono ad Allah (SubhanaHu wa Ta`ala), fatta con un sentimento di rimorso e dispiacere. La negligenza perciò può essere rimediata. Per quanto riguarda i diritti dei servi di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala), se essi vengono violati, non sono perdonati attraverso pentimento e provando rimorso e dispiacere e chiedendo perdono, fino a quando i diritti usurpati non vengano restituiti ai loro titolari o questi ultimi di loro volontà non rinuncino ai loro diritti in favore del loro usurpatore. Quindi, la questione dei diritti delle persone è una questione da considerare seriamente.

Negligenza nella questione dei diritti

 

Tanto serio è il tema dei diritti dei servi di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala), e altrettanto grave nella nostra società è la negligenza delle persone verso questo argomento. Ci sono solo alcuni aspetti dell’adorazione che noi abbiamo preso come Din (religione), per esempio la preghiera, il digiuno, il hajj (pellegrinaggio), la zakat (elemosina obbligatoria), il ricordo di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala), la recitazione del santo Qur’an, la recitazione di alcuni nomi sacri o parole . Consideriamo questi aspetti come Din ma abbiamo escluso da esso i diritti dei servi di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala); allo stesso modo abbiamo escluso dal Din i diritti che riguardano la vita sociale. Una persona che è negligente nell’assolvere questi diritti non sente che sta commettendo una seria offesa.

Parlare male degli altri è una violazione dei diritti delle persone

 

Prendiamo un semplice esempio. Se un musulmano (Dio non voglia) è dedito al consumo di vino, verrà disapprovato da ogni musulmano che abbia anche solo un minimo contatto con la fede, e la stessa persona che beve proverà vergogna nel commettere tale peccato. Dall’altra parte, una persona che è dedita alla maldicenza non è odiata nella società come l’alcolizzato, né lui stesso si sente di essere un peccatore o criminale, sebbene entrambi i peccati siano egualmente odiosi e infimi. Anzi, parlare male degli altri è un peccato più pericoloso del bere vino: primo, perché rientra nella sfera dei diritti dei servi di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) e secondo, perché Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente ha usato per esso nel Sacro Qur’an una similitudine davvero orrorifica, nulla di simile alla quale ha utilizzato per alcun altro peccato. Egli ha infatti detto nella Surah Al-Hujarat, versetto 12:

“Non vi spiate e non sparlate gli uni degli altri. Qualcuno di voi mangerebbe la carne del suo fratello morto?  Ne avreste anzi orrore!”. (49.12)

Quindi un maldicente è stato comparato a una persona che mangia la carne di suo fratello morto. Tanto malvagio è questo peccato! E tuttavia è diventato comune nella nostra società. E’ difficile che gruppi di persone si riuniscano senza che questo peccato venga commesso. Ciò che è peggio, esso non è affatto condannato, come se la fede non avesse nulla a che fare con questo peccato.

L‘ihsan è desiderabile in ogni momento

 

Hadrat Dr. Muhammad Abdul Hai, possa Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) elevare il suo rango, è la mia Guida spirituale (shaikh o pir). Un giorno ha riportato il seguente evento:

Un uomo mi chiamò e mi disse con senso di piacere ed orgoglio che grazie ad Allah (SubhanaHu wa Ta`ala), aveva raggiunto il grado dell’ ihsan. L’ ihsan è uno stato molto elevato, come riportato in una tradizione profetica:

(Sahih Bukhari, Il Libro del Credo, Capitolo: Domanda nell’Hadith Jibril, Tradizione n. 50).

Questo significa che devi adorare Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente come se tu lo stessi vedendo e se questo non è possibile, adoraLo con la fede che Lui ti sta vedendo. Questo è il grado di ihsan. Quel signore disse al rispettabile dottor Sahib di aver ottenuto il grado dell’ihsan; Hadrat Doctor Sahib si congratulò per tale conseguimento, essendo una grande benedizione di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala), e gli pose la seguente domanda: “Hai raggiunto la benedizione dell’ihsan, soltanto durante le preghiere o realizzi anche nel corso della relazione (quotidiana) con tua moglie e i tuoi figli che Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente ti sta vedendo”? Egli rispose: “Ciò che dice la Tradizione è che durante la preghiera uno deve sentire che sta vedendo Allah (SubhanaHu wa Ta`ala), o che Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) lo sta vedendo: pensavo che l’ihsan fosse legato solo all’adorazione e non alle altre attività della vita”. Hadrat Doctor Sahib gli disse: “Per questo ti ho rivolto tale domanda, perché viene generalmente frainteso che l’ihsan sia richiesto solo durante la preghiera, il ricordo di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) e la recitazione, mentre esso è richiesto in ogni momento, in tutti i livelli e ambiti della vita. Se ti trovi in un negozio a gestire qualche affare, anche lì l’ihsan è richiesto. Devi essere consapevole nel tuo cuore che Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente ti sta vedendo. L’ ihsan è richiesto anche quando ti stai relazionando con i tuoi subordinati. Devi sentire che Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) ti sta vedendo anche quando ti rapporti con tua moglie, i tuoi figli, amici e vicini di casa. Questo è ciò che veramente significa ihsan. Non è qualcosa che si limita solo alla preghiera e all’adorazione”.

Quella donna entrerà nell’inferno

 

Bisogna tenere in mente molto bene che gli insegnamenti del santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) comprendono ogni sfera della vita. Si narra che una volta le persone interrogarono il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) a riguardo di una donna: “O Profeta di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala), c’è una donna che si tiene occupata con l’adorazione tutto il giorno e la notte. E’ sempre impegnata in preghiere facoltative, nel ricordo di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) e nella recitazione del Sacro Qur’an: viene sempre vista occupata in questi atti di devozione. Cosa pensi del destino di questa donna?”. Il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) chiese a quel Compagno (radiyallahu `anhu) [5] circa il suo comportamento con i vicini di casa. Il Compagno rispose che ella non si comportava bene con i vicini. Le donne del vicinato non erano contente di lei. Il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) disse: “Ella entrerà nell’inferno”. (Bukhari p.48, Tradizione n. 911, Capitolo: Non infastidisce i suoi vicini).

Quella donna entrerà in paradiso

 

Un’altra volta, il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) venne interrogato su una donna che non osservava molti aspetti dell’adorazione facoltativa, e si limitava ai doveri obbligatori ed essenziali e qualche volta praticava le preghiere Sunnah Muakkadah (le Sunnah confermate). Non praticava preghiere facoltative, ricordo di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala), recitazione, etc. più di questo. Tuttavia, le sue relazioni con i vicini e gli altri erano basate sull’amicizia. Il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) rispose: “Ella entrerà in paradiso”.

Chi è un povero?

 

Il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha spiegato in questi ahadith che se qualcuno osserva le preghiere facoltative, ciò è molto bene, ma se non lo fa, nell’Aldilà non gli verrà chiesto perché non osservasse questa o quella forma di adorazione facoltativa. Questo perché la stessa parola nafl (facoltativo) significa che se qualcuno pratica questa adorazione facoltativa, ne riceverà ricompensa, ma se non lo fa, non c’è peccato su di lui/lei. Invece, i diritti dei servi di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) sono qualcosa rispetto a cui le persone verranno interrogate nel Giorno del giudizio. L’ingresso in paradiso o nell’inferno dipende dal tipo di risposta che verrà data a queste domande.

Il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha spiegato in un hadith chi è il “povero”; si riporta che egli abbia detto: “Una persona porterà con sé nel Giorno del giudizio molte buone azioni, ma nella sua vita ha usurpato i diritti di qualcuno, ha parlato male di qualcuno, ha offeso i sentimenti di qualcuno e ferito il cuore di qualcuno. Il risultato di tutto questo è che dovrà pagare agli altri tutte le buone azioni che ha portato con sé e dovrà prendere su di sé i peccati degli altri, e in questo modo, non gli resterà più nessuna buona azione per compensare i suoi creditori”. La questione dei diritti dei servi di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) è dunque una questione molto importante nella Shari`ah. (Tirmidhi, Capitolo: Resa e riscatto dei conti, Tradizione n. 2533).

I diritti delle persone costituiscono tre quarti del Din

  

E’ già stato sottolineato che se la giurisprudenza islamica, che si occupa delle prescrizioni della Shari`ah, venisse divisa in quattro parti uguali, una sola parte risulterà riguardante questioni legate agli atti di adorazione, mentre le rimanenti tre parti risulteranno contenere prescrizioni relative a problematiche connesse con le persone e la loro vita. Dovreste conoscere il nome ‘Hidayah’, che è un noto libro di giurisprudenza Hanafita composto di quattro volumi. Il primo volume tratta delle forme di adorazione, discutendo i problemi relativi alla purificazione (taharat), la preghiera (salat), il digiuno, l’elemosina (zakat) e il pellegrinaggio (hajj). I restanti tre volumi prendono in considerazione temi che hanno a che fare con le persone e i loro diritti, la vita sociale e i diritti dei servi (di Allah, SubhanaHu wa Ta`ala). Si può facilmente dedurre da questo che la tematica dei diritti dei servi di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) rappresenta tre quarti del Din.

Perciò, inizia ora un capitolo molto importante. Possa Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente aiutarci, con la sua misericordia, a leggerlo ed ascoltarlo con mente ferma, e agire secondo le prescrizioni. Possa Egli aiutarci anche ad assolvere i diritti dei servi di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) secondo il Suo piacere e volontà.

La miserevole condizione delle donne prima dell’Islam

 

Il primo capitolo che Allamah Nawawi ha incluso è il “Capitolo di consigli relativi alle donne” intendendo quei consigli dati dal santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) riguardo ai diritti delle donne. La ragione per cui questo tema è stato posto nel primo capitolo del libro è legata al fatto che le più grandi mancanze e negligenze vengono commesse nell’ambito dei diritti delle donne. Durante l’epoca dell’Ignoranza, prima dell’avvento del santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam), le donne erano trattate come bestiame, considerate prive di umanità, private di ogni diritto di qualsiasi tipo. In quel periodo di oscurità, le persone non riconoscevano alcun diritto alle donne, le quali venivano trattate nelle case in un modo non migliore di quello riservato ad animali domestici quali capre e pecore: ma le condizioni cambiarono totalmente dopo l’avvento dell’Islam e sotto i sacri insegnamenti del santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam).

Comportamento gentile con le donne

 

A quel tempo il mondo era inconsapevole della guida divina. Fu il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) che per la prima volta svegliò il mondo sui diritti dovuti alle donne, in base ai quali le donne devono essere trattate con gentilezza.

Come primo riferimento Allamah Nawawi (rahimahullah) ha citato un versetto del santo Qur’an che è molto esplicativo su questo aspetto:

“Comportatevi verso di loro convenientemente”. (4.19)

Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente si è rivolto a tutti i musulmani comandando loro di comportarsi e unirsi con le donne con gentilezza, di stare con loro nella vita con buone intenzioni e simpatia e senza mai creare loro disturbo. Questa è una indicazione generale. Questo versetto è stato scelto qui, come lo è stato nel volume di Nawawi, come inizio e testo di questo capitolo. Il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha spiegato questo versetto con le sue parole e la sua pratica. Egli ha dato tale importanza alla necessità di mostrare un buon comportamento verso le donne, che in una Tradizione si riporta di aver detto:

“Significato: I migliori tra voi sono quelli che si comportano meglio con le loro donne e io sono il migliore tra voi nel comportarmi bene con le mie donne”.

(Tirmidhi, Capitolo sui diritti delle donne sul proprio marito, Tradizione n. 1172) .

Il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) attribuì così tanta importanza alla tutela dei diritti delle donne e al garantire un buon comportamento con loro, da aver spiegato tale questione in molte Tradizioni. Il primo hadith su questo argomento è quello narrato da Hadrat Abu Hurairah (radiyallahu `anhu), in cui si riporta che il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) abbia detto:

“Vi consiglio di desiderare il bene per le donne. Dovete accettare questo mio consiglio.”

  

Il santo Qur’an enuncia solo i principi

 

Prima di procedere oltre è bene premettere che il santo Qur’an generalmente fornisce i principi di base, senza entrare nei minimi dettagli di una questione. Questa modalità è seguita persino nella descrizione delle prescrizioni relative alla preghiera, che è un così importante pilastro del Din, al cui stabilimento è stato fatto riferimento settantatre volte nel Qur’an. Ciononostante, il santo Qur’an non fornisce alcun dettaglio su come venga compiuta la preghiera, quante rakaat (unità) si debbano offrire e altre prescrizioni su atti che rendono valida o invalida la Salah. Il Qur’an non ha specificato nel dettaglio questi elementi, ma li ha lasciati al santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam), che insegnò questi dettagli ai suoi Compagni, sia con le sue parole che con la pratica. Lo stesso vale per la zakat, che è stata menzionata nel Qur’an quasi lo stesso numero di volte. Il Qur’an tuttavia non specifica il valore economico su cui il pagamento della zakat diventa obbligatorio, e nemmeno dice su quali tipi di proprietà essa vada calcolata. Come per la preghiera, questi dettagli relativi alla zakat erano stati lasciati alla spiegazione del santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam). Perciò risulta chiaro che generalmente il Qur’an menziona solo i principi di base e non entra nel loro dettaglio. 

La vita familiare è la base dell’intera civiltà

 

Le relazioni tra uomo e donna e quelle tra i membri della famiglia sono talmente importanti che il Qur’an ha descritto in termini chiari i più minuziosi dettagli ed ha parlato in dettaglio di questo importante tema. In seguito il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha spiegato completamente questi punti. L’edificio dell’intera civiltà umana si fonda sulle relazioni tra uomo e donna e sulla vita familiare dell’essere umano. Se la relazione tra uomo e donna è stabile, armoniosa, e ognuno adempie ai diritti dell’altro, allora le faccende domestiche scorreranno fluidamente, i figli verranno cresciuti in modo corretto e in tal modo sarà garantito il miglioramento della società, sulla quale si erige l’edificio della vita sociale nel suo complesso. Al contrario, se le questioni della vita domestica sono gestite male, e ci sono divergenze e disaccordi tra marito e moglie, i figli ne risentono negativamente e si può ben immaginare quale livello e carattere della nazione sarà manifestato da figli così viziati e maleducati. Le leggi e le regole che governano questo ambito della società sono chiamate diritto familiare o regole della vita domestica. In virtù della loro importanza, il santo Qur’an le ha trattate in dettaglio.

La donna è nata da una costola piegata?

 

Il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha portato un buon esempio su questo aspetto – un esempio che è unico nel suo effetto e significato. Alcuni lo hanno spiegato dicendo che prima di tutto Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) ha creato Hadrat Adam (`alayhi assalam) [6], e poi dalla sua costola ha creato Hadrat Hawwa (Eva). Alcuni uomini sapienti hanno riferito quale spiegazione che il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha paragonato la donna ad una costola, che a vederla è piegata, ma la cui bellezza e benessere consiste nella sua piegatura. Se qualcuno cerca di rimuovere la sua curvatura raddrizzandola, essa si romperà e cesserà di essere una costola. Per riportarla al suo stato originale, dovrà venir piegata e poi unita insieme con il gesso. Lo stesso concetto è stato espresso magnificamente in un hadith:

“E’ così, se vuoi raddrizzarla, la romperai”.

“E se vuoi godere di essa, ne puoi godere, nonostante la sua piegatura”.

Il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha perciò stabilito un saggio esempio che fa comprendere che la sua stortura è la sua bellezza e salute, le quali sarebbero distrutte nel cercare di raddrizzarla.

Non è un difetto della donna

 

Alcune persone usano questo detto contro le donne, come se evidenziasse in loro un difetto. In altre parole, dicono che poiché la donna è stata creata da una costola piegata, ella è storta nella sua condotta e nel suo carattere, per sua natura. Tuttavia, questo non è il significato del detto del santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam).

La “tortuosità” delle donne è naturale

 

E’ necessario comprendere che Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente ha creato uomo e donna ognuno con differenti tendenze e qualità. Sulla base di questa differenza di natura e  temperamento tra i due, l’uomo  vede la donna come opposta alla sua natura mascolina e alla sua sentimentalità, sebbene questa naturale tendenza della donna opposta alle attitudini ed alle inclinazioni naturali dell’uomo non sia un difetto. Si tratta della connaturata esigenza della sua natura, che ella rifletta nel suo carattere una certa “curvatura” innocente. Questa è la ragione per cui il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha detto: “Se trovi in una donna qualcosa che è contro la tua naturale tendenza, per effetto della quale tu possa pensare che lei sia “storta”, non condannarla per questo, ma ignora questo aspetto pensando che esso è la spontanea esigenza dalla sua natura. Se vuoi raddrizzarla, la romperai: se vuoi beneficiare di lei, puoi farlo nonostante questa sua inclinazione”.

L’essere distratta fa parte della bellezza di una donna

 

Oggi i tempi sono cambiati, e di conseguenza, anche i valori sono cambiati. Un difetto in un uomo è visto come elemento di virtù e bellezza in una donna. Se scorriamo il santo Qur’an attentamente, vedremo che ciò che è generalmente considerato un difetto in un uomo, è considerato come bellezza in una donna. Per esempio, è un difetto nell’uomo essere ignorante e distratto, con il risultato di essere inconsapevole di ciò che accade nel mondo. All’uomo sono stati affidati gli affari del mondo (esterno). Per adempiervi, egli necessita di studio e consapevolezza. Se manca di queste qualità ed abilità, è responsabile e in difetto rispetto a questo. Mentre per una donna, l’essere distratta è stato considerato nel Qur’an un aspetto di bellezza in lei. Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) ha detto:

“Certo, coloro che calunniano le [donne] oneste, distratte [ma] credenti…” (24:23)

La parola “distratte”, significa l’essere inconsapevoli di ciò che accade attorno a loro nel mondo. Il Qur’an ha qui considerato l’essere “distratte” o l’“inconsapevolezza” come un attributo di bellezza. Se ne deduce perciò che se una donna è ignorante degli affari e delle faccende del mondo, questo non è un difetto in lei ma un aspetto di bellezza, come descritto nel Qur’an.

Non cercare di raddrizzare la sua inclinazione con la forza

 

Dunque vediamo che ciò che è un difetto in un uomo non è considerato tale in una donna e ciò che non è un difetto in un uomo, a volte può esserlo in una donna. Per questo, all’uomo non è permesso di essere duro con una donna e di trattarla male, se trova nel suo comportamento degli aspetti legati alla sua natura femminile. Il reale significato del suo essere paragonata ad una costola è che, per natura, ella deve essere diversa nel temperamento da voi uomini. Perciò, non cercate di raddrizzarla con la forza.

La causa originaria di ogni conflitto

 

Quanto sopra è basato su un detto del santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam). Chi può pretendere di conoscere la natura dell’uomo e della donna meglio del Profeta di Allah (sallallahu `alayhi wa sallam)? Egli ha diagnosticato la causa originaria di tutti i conflitti tra uomo e donna. L’uomo insiste che la donna debba essere esattamente come lui in tutti i suoi comportamenti. Questo non è possibile, poiché è stata creata differente da lui.

Siate coscienti delle sue buone abitudini

 

In un altra tradizione di questo capitolo, Hadrat Abu Hurairah (radiyallahu `anhu) ha narrato:

(Sahih Muslim, Libro sull’allattamento, Capitolo: Consigli a proposito delle donne)

In questo detto il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha menzionato un principio meraviglioso, ovvero che un uomo credente non dovrebbe in alcun caso odiare una donna credente. In altre parole, l’uomo non deve condannare totalmente la donna in base al falso pretesto che lei non sia brava. Se ella ha qualche tratto indesiderabile nel suo comportamento, deve averne anche qualcuno di buono.

Il primo principio che il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ci ha insegnato riguarda il fatto che quando due persone vivono insieme, alcune abitudini dell’uno risultano piacevoli agli occhi dell’altro, ed altre sgradite. Se la donna ha qualche abitudine sgradita, allora non condannarla completamente a causa di questo tratto, ma piuttosto cerca e ricorda le sue buone abitudini, e ringrazia Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente per esse. Se segui questa pratica, è molto probabile che la repulsione nel tuo cuore per il lato oscuro della sua condotta e del suo carattere gradualmente perda la sua gravità ed importanza.

L’uomo, infatti, è ingrato. Se trova qualche difetto nella donna, cambia totalmente la sua opinione su di lei e dimentica le sue buone qualità. A causa di queste poche colpe e difetti, è sempre critico nei suoi confronti e la tratta male. Questo atteggiamento è irragionevole.

Ogni cosa ha virtù e difetti

  

Non c’è nulla nel mondo che sia tutto virtù o tutto difetti. Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente con la Sua saggezza, ha dotato ogni parte della Sua creazione di virtù e vizi. Potete essere certi di trovare qualche buona qualità in ogni persona, anche se è un miscredente, un idolatra o persino peggio.

Un proverbio inglese

 

Il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha detto: “Una parola di saggezza è per un credente una proprietà persa. Egli deve raccoglierne ovunque ne trovi”. Perciò non vi è nulla di male nel trarre una parola di saggezza anche da un proverbio inglese.

Il proverbio dice che persino un orologio che non funziona più, dice la verità almeno due volte al giorno. Supponiamo che l’orologio sia fermo alle ore 12 e 5 minuti. Poiché l’ora delle 12.05 ricorre due volte durante le 24 ore, l’orologio rotto riporta l’ora corretta due volte, sebbene nel resto del tempo rimanga silenzioso.

La morale che traiamo da questo proverbio inglese è che se uno cerca il bene con speranza e sincerità, sicuramente troverà questo bene anche nell’oggetto più danneggiato e fuori uso.

Non c’è nulla di cattivo nel laboratorio della natura

 

Mio padre, Mufti Muhammad Shafi’ Sahib (rahimahullah) aveva l’abitudine di recitare frequentemente questo verso in Urdu del defunto Dr. Muhammad Iqbal:

Non vi è nulla di inutile sulla terra

Non vi è nulla di cattivo nel laboratorio della natura.

Qualsiasi cosa Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente abbia creato, l’ha creata con la Sua saggezza e la Sua volontà. Se ci riflettete bene, troverete sicuramente nella creazione di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) tratti di saggezza e beneficio. Invece l’uomo cerca solo errori e mancanze, ed ignora gli aspetti buoni e i lati luminosi delle cose. Perciò diventa pessimista e commette trasgressione e ingiustizia.

Cerca sempre le buone qualità delle donne

 

Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente ha detto nel Suo Libro:

“Se provate avversione nei loro confronti, può darsi che abbiate avversione per qualcosa in cui Allah ha riposto un grande bene.” (4:19)

Se per qualche ragione non vi piace la donna che avete sposato, è possibile che Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente l’abbia dotata di bontà e benedizioni in grande quantità. Da qui il comando di cercare solo le buone qualità delle donne, affinché possiate ricevere consolazione e conforto da loro e le porte della sfiducia e del cattivo comportamento non vengano aperte.

La storia esemplare di un santo

 

Hadrat Maulana Shah Ashraf Ali Thanawi (rahimahullah) ha riportato la storia di un santo che aveva una moglie molto maleducata e aggressiva. Ella trovava sempre difetti in suo marito. Ogni volta che il santo entrava a casa sua, la moglie iniziava a litigare con lui. Qualcuno gli chiese perché non ponesse fine a questi litigi e dispute quotidiane ricorrendo al divorzio. Il santo rispose: è molto facile per me divorziarla ma c’è una ragione per non farlo. Nonostante tutti i suoi difetti, possiede una qualità molto positiva che mi impedisce di separarmi da lei; e questa è la fedeltà, una qualità con cui Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente l’ha adornata. Supponiamo che io venissi arrestato e imprigionato per qualche crimine, per un periodo di cinquanta anni: lei non si muoverebbe di un centimetro da qualsiasi angolo in cui io dovessi porla, e non rivolgerebbe un solo sguardo a nessun altro. Questa caratteristica di fedeltà è inestimabile.

Mirza Mazhar Jan-e-Jan’an e la sua iper-sensibilità

 

Hadrat Mirza Mazhar jan-e-Jan an (rahimahullah) era un famoso santo del subcontinente indiano. Egli era così delicato e sensibile nel suo temperamento che se qualcuno poneva un bicchiere inclinato sulla brocca, o se egli vedeva il suo letto disfatto, gli veniva il mal di testa. Sfortunatamente doveva avere a che fare con una moglie maleducata, che brontolava sempre qualcosa contro il proprio marito. Sono davvero strani i modi per mezzo dei quali Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) mette alla prova i suoi servi e innalza il loro rango. La moglie di questo pio santo era un calvario che egli tollerò con pazienza nel corso di tutta la sua vita, sperando che Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) potesse perdonare i suoi peccati come ricompensa [della sopportazione] di tale dura prova.

Le donne della nostra società sono ninfee del paradiso

 

Hakimul Ummat, Maulana Ashraf Ali Thanawi (rahimahullah) era solito dire che le donne dell’Indo-Pakistan sono come ninfee, poiché sono dotate delle qualità di fede e fedeltà. Sebbene queste qualità stiano lentamente affievolendosi sotto l’impatto della moderna civiltà e della cultura occidentale, tuttavia lo spirito di fedeltà è così profondamente radicato in loro che sono sempre pronte a sacrificare le loro vite per i loro mariti in ogni circostanza, e non potrebbero mai rivolgere il loro sguardo ad altri eccetto i loro mariti. Infatti il santo menzionato precedentemente dimostrò obbedienza alla prescrizione contenuta nel seguente detto profetico:

Se una abitudine della donna è spiacevole, ce ne deve essere qualche altra di piacevole in lei che deve essere presa in considerazione e bisogna rivolgere alla donna un buon trattamento in considerazione di tale sua buona abitudine.

Le persone generalmente guardano al lato scuro nella condotta e carattere delle loro donne e perdono di vista il lato luminoso che vi è in loro. Questa tendenza è la prima causa dell’asprezza dominante nella nostra società.

E’ immorale picchiare la propria moglie

 

Il terzo detto del capitolo è contenuto in:

(Sahih Bukhari, Il libro del matrimonio, E’ odioso picchiare le donne, Tradizione n. 5204)

Una volta il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) pronunciò un sermone in cui menzionò molti temi importanti del comportamento islamico. Il seguente è il punto che ha affrontato sul tema qui in discussione. Egli disse: “E’ molto brutto che qualcuno di voi picchi sua moglie come un padrone picchia il suo schiavo ed allo stesso tempo usi la stessa moglie per soddisfare il suo desiderio sessuale”. Perciò, quanto è immorale e vergognoso picchiare la propria moglie in modo così severo!

Tre passi per correggere una moglie

 

Come ho già detto, il santo Qur’an ha avuto molta cura nel discutere nel dettaglio le relazioni tra marito e moglie.

Le divergenze e i disaccordi tra marito e moglie iniziano quando il marito si sente offeso da qualche azione o abitudine della propria moglie. Il Qur’an consiglia che in tale situazione il marito dovrebbe cercare alcune qualità amorevoli e piacevoli nel carattere e nel comportamento della propria moglie. Se il marito non riesce a trovare nella propria moglie alcun aspetto positivo e sente che è necessario correggerla e riformarla, allora il santo Qur’an ha prescritto il seguente iter di miglioramento e correzione.

“Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele”. (4:34)

Innanzi tutto, dovete consigliarle in modo mite ed educato e con amore di abbandonare le loro cattive abitudini e migliorarsi. Questo è il primo passo della riforma. Se esse rispondono favorevolmente all’ammonizione e accettano il vostro consiglio, non andate oltre e considerate il capitolo chiuso. Se ciò non aiutasse ed esse insistessero nella loro cattiva condotta allora il secondo passo è quello di separare i vostri letti e smettere di dormire con loro nello stesso letto. Se esse sono dotate di ragione, allora sicuramente si miglioreranno e agiranno secondo il vostro consiglio. (I dettagli sulla separazione dei letti verranno dati poco più avanti).

Punizione fisica della moglie

 

Se anche il secondo passo del tentativo di riforma fallisce sarà allora necessario ricorrere al terzo, che consiste nel dare alla moglie una qualche punizione fisica; ma quale tipo di punizione fisica e in quale misura? Il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha risposto a queste domande nel sermone tenuto in occasione del suo hajj dell’addio, nel quale disse: “picchiatele molto leggermente così da non recare loro danno”. Per riassumere, è necessario sforzarsi di risolvere le questioni senza l’espediente di tale punizione. Se questa risulta inevitabile, è permessa solo alla condizione che sia molto lieve, con l’intenzione solo di rafforzare la disciplina e non di infliggere dolore e lesioni. Non è lecito picchiare la propria moglie in un modo tale che restino dei segni sul suo corpo (segue un hadith su questo tema).

Il comportamento del santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam)

 

Quando il santo Profeta lasciò questo mondo, lasciò dietro di sé nove sacre mogli. Queste mogli non erano angeli mandati dal cielo: erano membri di questo mondo e di questa società. A volte correvano dissapori tra loro come è ordinario e naturale tra co-mogli. A volte sorgevano problemi, come solitamente accade tra mariti e mogli. Hadrat `A’yshah (radiyallahu `anha) ha raccontato: “Non solo il santo Profeta non ha mai alzato le sue mani su alcuna delle sue mogli, ma era anche sua abitudine entrare in casa con un viso sorridente”.

La Sunnah (pratica) del Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam)

 

E’ Sunnah (pratica) del santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) che gli uomini non alzino le mani sulle donne (per picchiarle). Il permesso di punizioni fisiche è limitato solo a situazioni straordinarie ed inevitabili. Infatti picchiare le donne non è la Sunnah del santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam); la sua Sunnah è quella che ha narrato Hadrat `A’ysha (radiyallahu `anha).

Un miracolo del Dr. Abdul Hai (rahimahullah)

 

Hadrat Dr. Abdul Hai, la mia guida spirituale, a volte ci raccontava, come lezione, che durante il periodo di 55 anni del suo matrimonio, egli non parlò mai a sua moglie in un tono arrabbiato. Che un uomo cammini sulla superficie dell’acqua o voli nell’aria viene preso come un miracolo. Tuttavia è molto più sorprendente che una persona nell’arco di 55 anni non si rivolga mai con tono nemmeno ostile alla propria moglie. E la sua rispettabile moglie dice che suo marito, il Dr. Sahib, non le ha mai chiesto di portargli un bicchiere di acqua. Tuttavia, ella lo serviva nel miglior modo possibile di sua dolce volontà e come un compito benedetto e virtuoso.

La Tariqat non è altro che servizio pubblico

 

Hadrat Dr. Sahib era solito dire: “Mi considero un servo che Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) ha mandato in questo mondo per servire. Questo è il mio credo e con esso voglio servire gli altri e lasciare questo mondo. Ho il dovere di servire tutti i miei amici, conoscenti, collaboratori e allievi. Non sono stato inviato in questo mondo come un maestro per essere servito da altri”. Egli riteneva che la posizione di servitore delle persone costituisse un rango elevato. Egli recitava poi i famosi versi di una poesia persiana:

La Tariqat (via spirituale) non è altro che servizio pubblico.

Essa non consiste nelle vesti e nel tappeto della preghiera

o negli indumenti da santi (segni di devozione).

La Tariqat, infatti, è sinonimo di servizio pubblico. Il Dr. Sahib era solito dire: “quando ho compreso di essere un servo e non un maestro, come può un servo ordinare agli altri di fare questo e quello?”. Egli dedicò la sua vita intera a eseguire il suo lavoro personale senza l’assistenza di alcuno. Questo è un esempio pratico di come la Sunnah del santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) debba essere seguita. Per quanto riguarda noi, seguiamo la Sunnah solo nei rituali, mentre è necessario seguire la sunnah [anche] nelle relazioni sociali con le altre persone e in ogni aspetto del condurre la nostra vita privata.

L’affermazione verbale non è sufficiente

 

Vivere secondo la Sunnah del santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) è altamente  ricompensato. Attraverso questo modo di vivere l’uomo può facilitare la sua vita terrena e quella nell’Aldilà. Ma questo successo non si può ottenere solo con vuote pretese.

“Questo significa che ognuno dichiara di amare Laila, ma Laila stessa non riconosce la loro pretesa”.

Ciò è raggiunto soltanto attraverso il lavoro sincero e la devozione. Con il suo carattere, la sua condotta e la sua pratica, l’uomo deve assicurarsi di non causare il minimo danno nemmeno ad una persona con la quale è in rapporti di inamicizia.

In breve, il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha mostrato con la sua propria pratica, quale sia il terzo passo per correggere una moglie che sta sbagliando. Nel corso di tutta la sua vita egli non alzò mai le mani su alcuna delle sue sacre mogli. Nonostante fosse a volte irritato dal loro comportamento, non reagì mai ad esso. Coloro che picchiano le loro mogli sono dichiarati dal Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) essere gli uomini peggiori.

( Tirmidhi, Libro di Tafsir, Capitolo: Surah Taubah, Tradizione n. 3087)

Discorso del Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) nel pellegrinaggio dell’addio

 

Nel detto qui sopra è stato riportato un estratto del discorso d’addio tenuto dal santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) [durante il suo ultimo Pellegrinaggio]. In esso si rivolse all’assemblea dei compagni e disse chiaramente che dopo quell’anno egli avrebbe potuto non vederli più in quel luogo. Perciò in tale discorso incluse tutti i punti rispetto ai quali egli temeva che la Ummah avrebbe potuto deviare dalla retta via, e dunque desiderava lasciare dietro di sé un codice di vita perfetto da seguire quale guida per la Ummah. In questo discorso cercò di bloccare tutti le possibili vie di deviazione ed errore.

Il discorso è abbastanza lungo ma diverse parti di esso sono state riportate in luoghi diversi. C’è anche una parte in cui vengono discussi i vari aspetti della relazione tra uomo e donna. Un’enfasi particolare è stata espressa sulla necessità che gli uomini riconoscano i diritti delle donne e li rispettino. Si può comprendere l’importanza di questi diritti dal fatto che egli (sallallahu `alayhi wa sallam) abbia pronunciato questo sermone in occasione dell’ultimo pellegrinaggio, quando informò indirettamente le persone che l’anno successivo egli avrebbe potuto non avere l’opportunità di rivolgersi a loro. Perciò i diritti reciproci degli uomini e delle donne costituiscono uno dei temi che egli scelse di discutere all’approssimarsi della fine della sua vita, in considerazione della loro importanza. Egli voleva che la sua Ummah onorasse e seguisse le prescrizioni in ogni circostanza.

Relazioni reciproche tra marito e moglie

 

Ciò mostra l’importanza delle relazioni marito-moglie nella vita umana e come lo stesso legislatore, il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) sentisse tale importanza. Se il marito e la moglie non assolvono l’un l’altro i rispettivi diritti in modo corretto, e, invece, usurpano i loro reciproci diritti, non solo ciò risulterà in una violazione dei diritti l’uno dell’altro, ma avrà degli effetti negativi anche sulle rispettive famiglie e sui figli, la cui crescita e sviluppo mentale e morale verranno compromessi. Poiché la famiglia è alla base dell’intera civiltà, con la sua rovina, anche la civiltà stessa crolla. Questo è il motivo per cui il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha posto grande enfasi sull’importanza della mutua relazione tra marito e moglie.

Le donne sono nel tuo confinamento

 

Hadrat Umr bin al-Ahwas al-Jashim (radiyallahu `anhu) ha narrato che nel sermone dell’addio il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) lodò Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente, offrì consigli e tenne un discorso, e infine disse:

“Attenti! Vi consiglio di essere buoni con le donne. Accettate questo consiglio”.

Questa è la frase che si trovava nel precedente detto. La seguente fu:

“perché quelle donne vivono con voi, appartate nelle vostre case”.

Il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha menzionato una caratteristica delle donne, tale che se l’uomo soltanto riflettesse su di essa, non potrebbe mai pensare di comportarsi male con loro.

Una lezione da una ragazza ignorante

 

Il nostro caro Hadrat Maulana Ashraf Ali Thanawi era solito raccontare ai suoi discepoli di imparare una lezione proveniente da una ragazza ignorante, non istruita, che consegna se stessa ad un estraneo dopo aver pronunciato solo due parole di accettazione al momento del matrimonio (nikah). Ella onora queste due parole così solennemente e sinceramente da abbandonare sua madre, suo padre, i fratelli e le sorelle e l’intera famiglia, e diventa inseparabilmente legata a suo marito e vive appartata con lui. Una ragazza ignorante onora queste due parole così sinceramente ed onestamente da consegnarsi ad una persona, suo marito, ma voi non potete onorare il giuramento di queste due parole sottomettendovi ad Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente! Questa ragazza è migliore di voi. Ella ha onorato così completamente il suo giuramento di nikah, ma voi non avete onorato il vostro giuramento delle due frasi della testimonianza di Fede.

I sacrifici della donna per amor tuo

 

Il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha detto in questo hadith: “A quale enorme sacrificio si è sottoposta la donna per voi. Se la situazione fosse capovolta e vi venisse detto di lasciare la vostra famiglia, i vostri genitori dopo il matrimonio, che situazione imbarazzante sarebbe per voi”. Mentre la donna si è confinata in un ambiente estraneo, una casa estranea e persone estranee, e questo, per il resto della sua vita. Per questo il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha detto: “Non terrete conto di questo sacrificio? Tenetelo in mente e trattatela bene e con amore”.

Non avete alcuna rivendicazione su di loro

 

In seguito il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) pronunciò una frase molto seria dalle conseguenze di vasta portata. Quando il suo significato viene spiegato agli uomini, essi ne restano seccati. Questa frase è:

“Questo significa che secondo le leggi della Shari`ah l’unica richiesta che potete fare alle donne è che vivano con voi nella vostra casa”.

 

Non potete rivendicare altro su di loro. Cucinare non è compito della moglie

 

Da questo hadith i giuristi hanno dedotto una norma di natura delicata e che infastidisce gli uomini. Secondo la Shari`ah, cioé, non è responsabilità della donna cucinare cibo per la famiglia. A questo proposito i giuristi hanno diviso le donne in due classi. La prima è quella delle donne che svolgono lavori domestici, incluso cucinare cibo, nella casa dei loro genitori. L’altra classe è composta da donne che non cucinano a casa di loro padre, dove invece sono impiegati dei cuochi per questo. Se dopo il matrimonio una donna di questa seconda classe va a stare nella casa del marito, non è affatto responsabile di cucinare il cibo, da un punto di vista religioso, legale, morale o altro. Anzi, una tale moglie, può chiedere a suo marito di assumere una cuoca per lei, poiché l’uomo è obbligato a provvedere per lei di cibo e ogni altra necessità della vita. I giuristi scrivono:

“E’ responsabilità del marito fornire alla moglie cibo cucinato”.

La moglie non può essere obbligata a cucinare né con la forza, né dalla legge, poiché il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha detto chiaramente:

“Ciò significa: voi avete il diritto di tenerle nelle vostre case e non è loro permesso lasciarle senza il vostro permesso”.

Con questa sola eccezione, la Shari`ah non ha imposto alcuna responsabilità sulle donne.

Tuttavia, se la donna appartiene alla prima categoria, ovvero di colei che era solita cucinare nella casa dei genitori, anch’essa non è legalmente responsabile di cucinare cibo e dunque non può essere obbligata per legge a cucinare, ma vi è su di lei una responsabilità morale a farlo. In questo caso il marito è responsabile solo di fornirle gli alimenti da cucinare. Anche così, non è comunque sua responsabilità cucinare cibo per il marito e i figli. Una donna di tale classe non può chiedere al marito di fornirle del cibo cucinato. Però, se ella si rifiuta di cucinare per il marito e i figli, nessun tribunale può obbligarla a farlo. I rispettabili giuristi hanno spiegato queste questioni in modo molto esteso.

Servire i parenti acquisiti non è obbligatorio

 

C’è un altro fatto meritevole di menzione, rispetto al quale si osserva molta negligenza tra la gente. Se una moglie non è responsabile di cucinare per il marito e i figli, tanto più ella non è responsabile di cucinare per i genitori del marito e i suoi fratelli e sorelle. Un costume ha preso piede nella nostra società, secondo il quale i genitori del marito credono che il loro diritto sulla nuora abbia la precedenza sul diritto del figlio (su di lei), per cui ella è forzata a servirli, indipendentemente dal fatto che serva o meno il proprio marito. Una tale credenza scorretta dà origine a litigi e discussioni tra la nuora e gli altri membri della famiglia. Le conseguenze negative di questa idea sono talmente ovvie da non richiedere alcun commento.

Servire la famiglia acquisita è un merito per la donna

 

Bisogna tenere bene a mente che è responsabilità del figlio servire i suoi genitori. E’, tuttavia, una questione di benedizione e virtù per la nuora, se ella serve di sua volontà i genitori del marito, quale azione buona e fonte di ricompensa per lei nell’Aldilà. Il figlio non ha alcun diritto di costringere sua moglie a servire i suoi genitori nel caso in cui ella non si senta incline a servirli di sua spontanea buona volontà. Inoltre non è lecito per i genitori obbligare la nuora a servirli. Come già detto, se la nuora decide volontariamente di servire i suoi suoceri per amore della ricompensa nell’Aldilà, ella è la benvenuta nel farlo. Questo creerà una atmosfera felice e piacevole nella casa.

Apprezzare i servizi della nuora

 

Se la nuora serve suo suocero e sua suocera, ella sta facendo loro un favore sulla base di una sua qualità morale, poiché sta svolgendo questo servizio a loro solo di sua spontanea volontà e non è in alcun modo tenuta a prestare loro tali servizi. I suoi suoceri, perciò, dovrebbero mostrare apprezzamento per questo servizio volontario da parte sua. Dovrebbero cercare di ricambiarla per questo e incoraggiarla. L’ignoranza su questi diritti e doveri crea vari problemi nella vita sociale che danneggiano la solidarietà e il benessere delle famiglie, con litigi e dispute. Tutti questi guai si verificano semplicemente perché le persone hanno eliminato dalle loro menti i confini di questi diritti e doveri reciproci, che il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha invece stabilito nei suoi ahadith.

Un episodio sorprendente

 

Hadrat Dr. Abdul Hai Sahib (rahimahullah) un giorno menzionò un magnifico evento. Egli disse che tra i suoi conoscenti vi era una coppia che era solita visitare le sue riunioni e ricevere formazione spirituale e consigli da lui. Un giorno essi lo invitarono a cena nella loro casa. Era abitudine del rispettabile Dr. Sahib pronunciare alla fine del pasto alcune parole di lode a favore della signora che aveva preparato il cibo, per incoraggiarla e farla contenta. La signora che aveva cucinato arrivò e si mise dietro la cortina e lo salutò da lì. Dopo aver risposto al saluto, il Dr. Sahib pronunciò alcune parole di lode e apprezzamento sulla qualità e il sapore del cibo e sulla abilità nel cucinarlo. Il Dr. Sahib udì la donna singhiozzare da dietro la tenda. Ne rimase turbato: c’era forse qualcosa nelle sue parole che l’aveva ferita? Chiestole di spiegare la ragione della sua tristezza e del suo singhiozzare, ella disse “Ho vissuto con mio marito per gli ultimi 42 anni, ma durante tutto questo tempo di unione, non ho mai sentito da lui alcuna parola di apprezzamento per la mia cucina. Quando ho sentito queste parole da lei, signore, non ho potuto trattenermi dal singhiozzare”.

Il rispettabile Dr Sahib era solito riportare di tanto in tanto questa storia alle sue riunioni per sottolineare che non ci si può mai aspettare una tale insensibilità da un marito che sia in grado di comprendere che è un grande favore quello reso da sua moglie, nel servirlo così altruisticamente e fedelmente di sua spontanea volontà, rendendogli servizi per i quali ella non sarebbe legalmente responsabile secondo la Shari`ah. Un uomo che ritenga sua moglie una serva, che deve servirlo ad ogni costo, non sente il bisogno di esprimere alcuna parola di lode e apprezzamento per il fatto che lei sia una esperta cuoca e una sincera lavoratrice.

Il marito deve egli stesso servire i suoi genitori

 

Una domanda sorge, ovvero chi deve servire i genitori quando essi diventano anziani, deboli o bisognosi di aiuto a causa di una malattia, quando in casa non vi sia nessuno eccetto loro figlio e sua moglie? Persino in tale situazione, la nuora non è tenuta, secondo la Shari`ah, a servire i suoi suoceri. Tuttavia, è una benedizione e una virtù per lei, se si occupa di loro di sua spontanea volontà, con la convinzione di compiacere Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) e ricevere una ricompensa nell’Aldilà. In ogni caso, il figlio deve rendersi conto che è sua responsabilità aiutare e servire i suoi genitori personalmente o impiegando un domestico a tale scopo. Se la moglie si prende cura dei suoi genitori anziani, il marito deve apprezzare questo suo servizio ed esserle grato.

Il permesso del marito per uscire di casa

 

C’è tuttavia un altro aspetto da notare per comprendere la reale natura della situazione. Dopo essere venuti a conoscenza di un solo aspetto di una determinata situazione, ed essere rimasti ignoranti rispetto ad altri aspetti, le persone iniziano ad approfittarsi in modo scorretto. E’ stato già spiegato in dettaglio che non è obbligatorio per la moglie cucinare cibo, secondo le leggi della Shari`ah. Nel suo detto il santo Profeta ha detto che “le donne rimangono confinate nelle vostre case come prigioniere”. Ciò significa che non è lecito per loro, uscire fuori dalla casa senza il permesso del marito. Così come i giuristi hanno spiegato in dettaglio la questione del cucinare il cibo, allo stesso modo hanno anche spiegato dettagliatamente che le donne non possono lasciare la casa per incontrare dei parenti, persino i loro genitori, senza il permesso dei loro mariti. Se i genitori visitano la casa del loro genero per incontrare la loro figlia, il marito non può impedire loro di vederla. I giuristi hanno tuttavia prescritto dei limiti per queste visite casuali. I genitori possono visitare la loro figlia solo una volta alla settimana e tornare alle loro case dopo averla vista. Questo è il diritto della loro figlia, che il marito non può negare, in ogni caso ella non può uscire di casa senza il suo permesso. Ecco che Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente ha con la Sua misericordia, creato un equilibrio tra diritti e doveri di marito e moglie. Da una parte la moglie non è legalmente tenuta a cucinare e dall’altra, è legalmente obbligata a non uscire di casa senza il permesso del marito.

La cooperazione reciproca è vitale per una vita armoniosa

 

Tutto quanto affermato sopra è solo l’aspetto legale della questione, ma la bellezza del comportamento reciproco dell’uno con l’altra, consiste nel cercare, da parte di ognuno, di compiacere l’altro. Hadrat `Ali e Hadrat Fatimah (radiyallahu `anhuma) suddividevano tra di loro le faccende domestiche in modo tale che Hadrat `Ali si occupava di tutti i lavori esterni alla casa, mentre Hadrat Fatimah svolgeva il lavoro a casa. Questa è esattamente la Sunnah (pratica) del santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) che dovrebbe essere seguita. Marito e moglie non dovrebbero sempre mettere tra di loro le implicazioni della legge. La cosa migliore è che si comportino l’uno con l’altro con il cuore aperto. La divisione del lavoro tra marito e moglie tra esterno e interno alla casa, rappresenta una divisione naturale che permette ad entrambi di condurre la loro vita familiare in modo armonioso.

Se la moglie commette immodestia

 

Se le donne commettono azioni di aperta indecenza o volgarità, queste non possono essere tollerate in alcun caso. In tale situazione le donne vanno trattate secondo le prescrizioni previste dal santo Qur’an.

Prima di tutto dovrebbero essere ammonite, quindi, se persistono nel loro peccato, vanno separati i letti. Se continuano a non accettare l’ammonizione e continuano nel loro comportamento indecente, allora è permesso infliggere loro una leggera punizione fisica, che non deve però causare loro alcun danno. Se si ravvedono della loro indecenza e cambiano condotta, allora non bisogna più cercare difetti in loro, ma vanno lasciate stare, senza tormentarle ulteriormente.

Attenzione! Queste donne hanno il diritto su di voi che vi comportiate bene con loro. Siate generosi nel dispensare i vostri obblighi, nel provvedere loro di vestiti e cibo e nel soddisfare le loro altre necessità.

Questo non significa che voi dobbiate preoccuparvi solo dei loro bisogni essenziali, dovete essere generosi e liberali nel soddisfare i loro bisogni legittimi.

Paghetta per la moglie

 

Maulana Ashraf Ali Thanawi (rahimahullah) ha trattato alcuni temi con enfasi speciale nei suoi sermoni di guida. Intendo riportarne due o tre in questo discorso, essendo essi di solito trascurati dalle persone. Primo, i doveri verso la moglie non implicano solo che ella debba essere fornita unicamente di cibo e vestiti. Fa parte della spesa per lei, anche metterle a disposizione un adeguato ammontare di soldi per le piccole spese, in aggiunta a quelle legate alla vita quotidiana, lasciandola libera di spendere questo denaro ulteriore come desidera. Ci sono persone che provvedono al cibo e ai vestiti ma non si curano delle altre piccole spese. Hadrat Thanawi ha detto che è necessario anche fornire un po’ di denaro in forma di paghetta, poiché vi sono alcuni oggetti dei quali la persona può provare vergogna ad esprimere apertamente agli altri il bisogno. La moglie perciò deve avere dei soldi addizionali per non dover ricercare altri mezzi per soddisfare i suoi bisogni. Hadrat Thanawi (rahimahullah) ha avvertito che coloro che non danno dei soldi come paghetta alla moglie sono da biasimare.

Essere generosi per la famiglia

 

Un altro punto degno di nota è che si dovrebbe essere generosi e liberali nello spendere soldi per le necessità della famiglia. Non si devono limitare le spese ai bisogni essenziali, ma fornire soldi con generosità così che le spese della famiglia siano soddisfatte facilmente e con libertà a seconda delle disponibilità finanziarie di chi la mantiene. Alcune persone si lamentano che da una parte, viene sottolineato che non bisogna essere esagerati nello spendere, e dall’altra si danno indicazioni di non essere avari nello spendere soldi per la famiglia. Una domanda ora sorge, ovvero qual è la linea di demarcazione tra i due comportamenti? Cosa è eccessivo e cosa non lo è?

Sistemazioni semplici o confortevoli sono entrambe lecite

 

Per rimuovere questa confusione, Hadrat Thanawi (rahimahullah) ha detto: gli alloggi sono di due tipi. Uno è un posto sufficiente a sistemare i membri della famiglia. Può essere una semplice capanna, poiché per un uomo è possibile vivere in qualche modo anche in una struttura del genere. Questo è lecito al livello minimo. Il secondo tipo è quello di una casa che offra una sistemazione alloggiativa e anche un ragionevole livello di comfort. Per esempio, la casa è costruita in cemento, equipaggiata con ventilatori e luce elettrica. Se una persona si procura questo tipo di servizi per la sua casa al fine di rendere la vita facile e confortevole, questo non può essere considerato eccesso.

Anche la decorazione è lecita

 

In terzo luogo, accanto ai mezzi confortevoli, una casa dovrebbe avere anche alcune decorazioni. Per esempio, un uomo può avere una casa in cemento con pareti intonacate, elettricità e ventilatori, ma le pareti non sono dipinte. Anche una casa con pareti non tinte è  adatta a vivere, ma senza imbiancatura e una tinta appropriata, manca in decorazioni. Se il proprietario di una casa provvede a farla imbiancare e dipingere con l’obiettivo di decorarla, anche questo è lecito secondo le leggi della Shari`ah.

In breve, vivere in una casa ordinaria è lecito, ed è lecito anche vivere in una casa provvista di alcune comodità e servizi, così come di alcune decorazioni. Con decorazioni, si intendono qui quei miglioramenti aggiuntivi realizzati in una casa, quali la tintura delle pareti, etc., che fanno piacere agli occhi e procurano allegria nel cuore. Non vi è alcun male in questo ed è permesso nella Shari`ah.

Mettersi in mostra non è lecito

 

Segue quindi il quarto grado che è mero “mettersi in mostra”. Il proprietario della casa fa qualcosa che non mira né alla comodità, né alla decorazione; il suo obiettivo è mostrare la sua ricchezza. Con questo egli vuole imporre la sua superiorità sugli altri e mostrare di essere una persona molto importante. Tutta questo rientra nella definizione di “mettersi in mostra” che non è permessa dalle leggi della Shari`ah. E ciò è anche eccesso.

I limiti dell’eccesso

 

Queste quattro categorie si applicano anche al cibo e ai vestiti, così come in tutte le cose della vita. Un uomo indossa abiti costosi per stare comodo, piacere a se stesso e ai membri della famiglia e ai suoi conoscenti, amici e ospiti: in questo non c’è alcun danno. Dall’altra parte c’è invece una persona che veste abiti costosi con l’intenzione di essere considerato un uomo ricco e agiato, un uomo con un’alta posizione sociale: in tal caso si tratta di mero esibizionismo e mettersi in mostra, e perciò è proibito. Hadrat Thanawi (rahimahullah) ha perciò descritto una chiara linea di demarcazione tra i due estremi. Se il denaro è speso in qualcosa al fine di soddisfare una necessità, avere una comodità o come ornamento per il proprio piacere e soddisfazione, non è eccesso.

Questo non è eccesso

 

Una volta è accaduto che stavo tornando a Karachi da un’altra città, e mi trovavo nella calda stagione estiva. Chiesi a qualcuno di prenotare il mio posto in una carrozza con aria condizionata e gli diedi l’importo di denaro corrispondente. Un altro uomo seduto vicino a me, contestò la mia richiesta, perché secondo lui stavo commettendo uno spreco di denaro, nel volermi sedere in una carrozza con aria condizionata. Molte persone hanno l’idea sbagliata che viaggiare in una classe alta sia eccessivo. Bisogna tenere in mente che se uno viaggia in una classe alta per comodità, per esempio per non sentire il caldo nella stagione estiva, e la persona può permetterselo, questo non è uno spreco di denaro né un peccato. Se invece uno viaggia in una classe alta semplicemente per mostrare di essere ricco, allora questo è uno spreco ed è vietato.

Il marito deve perciò tenere a mente questi livelli nel soddisfare le spese della propria moglie con generosità e liberalità. La capacità finanziaria varia da uomo a uomo. Maulana Maseehullah Khan Sahib (rahimahullah) ha osservato una volta: c’è un uomo che è completamente solo al mondo, senza parenti, amici o conoscenti. Per quest’uomo un letto, un piatto ed una brocca  sono sufficienti per trascorrere la sua vita. Se egli raccoglie altri oggetti, questi saranno considerati un eccesso, nel suo caso. C’è poi un uomo che riceve ospiti, ha un largo giro di amici e conoscenti, e molti parenti. Il livello dei suoi bisogni e la dimensione delle sue necessità saranno alquanto diversi. Se un tale uomo nella sua casa in alcuni casi ha addirittura cento servizi di piatti e posti per dormire, nessun singolo pezzo di questi oggetti sarà considerato eccessivo, perché rappresentano necessità di vita. Gli standard di vita variano da uomo a uomo.

Dove cercare Allah (SubhanaHu wa Ta`ala)

 

Hadrat Ibrahim bin Adham (rahimahullah) era un grande governatore, ma rinunciò al mondo in cerca di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala). Ci sono alcune persone che cercano nella sua vita argomenti per provare la loro opinione. La storia è questa: una notte Hadrat Ibrahim bin Adham vide un uomo camminare sul tetto del palazzo. Hadrat Ibrahim bin Adham (rahimahullah) lo prese e gli chiese cosa stesse facendo sul tetto del palazzo. L’uomo rispose: sono venuto qui a cercare il cammello che ho perso. Hadrat Ibrahim bin Adham disse: Ragazzo sciocco! Stai cercando il tuo cammello sul tetto a quest’ora della notte? Come puoi trovare il tuo cammello qui? L’uomo chiese con una certa sorpresa: Non posso trovare il mio cammello qui? Hadrat Ibrahim bin Adham (rahimahullah) rispose: Certamente no! Come puoi trovare il cammello sul tetto del palazzo? Allora l’uomo controbatté: Se il cammello non può essere trovato in questo palazzo e l’uomo che lo sta cercando è uno sciocco, come puoi tu trovare Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) stando in questo palazzo? Se io sono sciocco, tu sei più sciocco di me. Questa risposta dello straniero colpì al cuore Hadrat Adham. Egli abbandonò immediatamente il suo regno e prese la strada della giungla. Prese con sé solo una ciotola e un cuscino, così da poter mangiare cibo e bere acqua dalla ciotola e usare il cuscino per sdraiarsi sul terreno. Dopo aver camminato un po’, vide un uomo bere acqua dal fiume con i palmi delle mani uniti assieme. Vide che poteva anche lui bere acqua in quel modo, perciò gettò via la ciotola e continuò il suo viaggio. Dopo aver camminato un altro po’, vide un uomo dormire per terra con la mano sotto la testa a mo’ di cuscino. Sentì allora che poteva far benissimo a meno del cuscino e gettò via anche quello.

Non bisogna seguire le emozioni

 

Dopo aver sentito questa storia, alcune persone possono comprendere male, ovvero pensare che anche avere una ciotola e un cuscino sia eccessivo. Possa Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) elevare il rango di Hadrat Thanawi (rahimahullah) che tra i suoi meriti possiede quello di sapere separare il giusto da ciò che è sbagliato e il grano dalla pula. Egli ha consigliato che nessuno deve comparare se stesso a persone quali Hadrat Ibrahim bin Adham (rahimahullah). Primo, perché il cambiamento in lui avvenuto fu causato da uno stato di rapimento estatico. Un uomo in queste condizioni non deve essere seguito, perché l’uomo così travolto dal suo stato, è fuori di se stesso e perde la sua normale capacità di pensiero e sentimento. Perciò noi non dobbiamo seguire l’esempio di Hadrat Ibrahim ibn Adham (rahimahullah), non trovandosi egli in uno stato normale quando decise di lasciare il palazzo. Tra l’altro, una tale rinuncia delle relazioni del mondo non è permessa, in genere, nell’Islam. Essa vorrebbe dire che Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) non può essere “trovato” anche nei palazzi.

Spendere con moderazione

 

Le necessità di un uomo differiscono da quelle di un altro, così come il livello di spesa. I parametri di vita di un uomo con un reddito modesto, quelli di uno con un reddito medio e quelli di un uomo con alto reddito sono diversi l’uno dall’altro. La liberalità di ognuno nello spendere deve dunque essere proporzionata alle sue entrate. Non dovrebbe accadere che il marito sia un uomo dai mezzi modesti e che la moglie chieda oggetti confortevoli e lussuosi che ha visto nella casa di un uomo ricco, e che il marito non si può permettere. La richiesta di tali articoli lussuosi non è lecita. Il marito dovrebbe comunque cercare di soddisfare le richieste di sua moglie per quanto gli è possibile, nei limiti dei mezzi che possiede, e non deve essere avaro nei confronti di sua moglie.

I diritti della moglie sul marito?

 

(Abu Dawud, Il Libro del matrimonio, Capitolo: Sui diritti della moglie sul proprio marito, Tradizione n. 2142)

Hadhrat Mu’amiyah ibn Hidah (radiyallahu `anhu) ha narrato di aver chiesto al santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala): “Quali sono i diritti delle nostre mogli su di noi”? Il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) disse: “Quando prendete del cibo, nutritene anche loro e quando indossate dei vestiti, date anche a loro vestiti da indossare. Non picchiatele sulla faccia, né insultatele. Non separatevi da loro se non entro i confini della casa”.

Smettere di dormire con lei come punizione

 

Come è già stato spiegato, se vedi nella moglie comportamenti immodesti, per prima cosa cerca di ammonirla. Se ella non si cura della tua ammonizione, allora lascia il suo letto e dormi in un letto separato. Lasciare il letto non significa che tu debba uscire dalla casa; devi separarti dal suo letto rimanendo in casa. Tuttavia puoi cambiare stanza come forma di punizione psicologica e come sorta di protesta, e perciò mantenere un atteggiamento distaccato con lei per alcuni giorni.

Il modo appropriato di separarsi

 

I giuristi sapienti hanno spiegato il significato di questo hadith anche consigliando che in tali casi il suo letto può essere separato dal vostro, ma il dialogo con lei non deve essere totalmente interrotto. La separazione non deve essere così rigida dal prevenire di salutarsi di tanto in tanto e di restituire il saluto quando viene offerto, così come di rispondere a domande importanti. Una separazione che implichi questo non è lecita.

Il permesso della moglie per un lungo viaggio

 

Nello spiegare questo hadith, i giuristi sapienti si sono spinti fino a dire che non è lecito per il marito lasciare la propria casa per più di quattro mesi senza il permesso e il consenso della moglie. A questo proposito, Hadrat `Umar (radiyallahu `anhu) promulgò tale ordine nel corso del suo governo, ovvero che i combattenti che prendevano parte al jihad non dovevano restare lontano dalle loro case per più di quattro mesi. Da ciò i giuristi hanno dedotto che se qualcuno parte per un viaggio che non eccede i quattro mesi, non è necessario ottenere il permesso della moglie. Se invece il viaggio richiede un tempo più lungo di quattro mesi, è essenziale avere il permesso della moglie, indipendentemente da quanto desiderabile possa essere il viaggio. Questa norma si applica al viaggio per il hajj (pellegrinaggio). Se il pellegrino ritorna entro quattro mesi, il permesso della moglie non è necessario, ma se egli prolunga la sua permanenza nella Città santa oltre i quattro mesi, deve essere richiesto il permesso della moglie. Questa norma si applica anche ai viaggi intrapresi per il tabligh, la da’wah ed il jihad. Se il permesso della moglie è necessario per tali viaggi benedetti, allora il suo permesso sarà a maggior ragione necessario per un viaggio volto alla ricerca di impiego, per affari, etc. Se viaggi che eccedono i quattro mesi sono intrapresi senza il permesso della moglie, questo comportamento sarà una violazione dei suoi diritti e quindi illegale secondo la Shari`ah.

Chi sono le persone migliori?

 

(Tirmidhi, Libro dell’allattamento, Capitolo: Sui diritti della moglie sul proprio marito, Tradizione n. 1162)

Hadrat Abu Hurairah (radiyallahu `anhu) ha narrato che il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha detto: “Il più completo tra i credenti rispetto alla fede (iman) è colui che è il migliore nella condotta e carattere”. Quanto più un uomo è raffinato nel suo comportamento e carattere, tanto più egli è completo nel suo iman (fede). Una fede perfetta, perciò, richiede che un uomo si comporti con gli altri con gentilezza. I migliori tra voi sono coloro che sono migliori nel loro comportamento e nel loro relazionarsi con le loro mogli e le loro donne.

Il significato di “buon carattere” nell’epoca moderna

 

Ai nostri giorni assistiamo al fatto che i significati delle cose sono enormemente cambiati e i valori di tutte le cose sono stati capovolti. Hadrat Maulana Qari Muhammad Tayyib Sahib (rahimahullah) di Deoband era solito dire: rispetto al passato, ogni cosa è capovolta oggigiorno. Per esempio, ai vecchi tempi c’era il buio sotto la lampada e ora c’è il buio sopra la lampadina. Oggi i valori sono cambiati ed è così cambiata l’importanza di ogni cosa, così che anche il significato del carattere è stato soggetto ad un cambiamento radicale. Oggi solo alcuni atti esteriori ed espressioni di etichetta moderna sono presi come indicazioni di buon carattere. Per esempio, è visto come segno di buon carattere andare incontro a qualcuno con un viso sorridente o esprimere parole formali di gentilezza: sono molto lieto di vederti, è un piacere incontrarti, etc., mentre il fuoco di inimicizia, gelosia e rancore sta bruciando dentro i cuori. Oggi questo tipo di comportamento viene chiamato buon comportamento e buon carattere. Viene riconosciuto come un’arte, il come interagire con gli altri per impressionarli con la nostra personalità. Oggi vengono scritti libri sull’arte di conquistare la simpatia degli altri. Tutte le energie vengono utilizzate per raggiungere questo obiettivo, ovvero fare tutto il possibile per attirare gli altri con la nostra personalità superficiale. Questo viene chiamato “carattere”. Tenete bene in mente che tutta questa apparenza formale non ha nulla a che vedere con l’alta moralità alla quale il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha richiamato i suoi seguaci. Questa è mera ipocrisia, ostentazione, un trucco per attirare gli altri verso la propria persona. Non è altro che desiderio di onore, fama e riguardo, ed è di per sé una malattia ed una immoralità. Questo non ha nulla a che vedere con il concetto islamico di moralità.

La moralità è una qualità del cuore

 

La moralità è infatti uno stato particolare del cuore che trova espressione nei movimenti degli arti e degli organi. Il cuore dovrebbe aspirare al benessere delle creature di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) e all’amore verso di esse, indipendentemente da chi esse siano: amici, nemici, credenti o miscredenti. Bisognerebbe essere sempre consapevoli del fatto che ogni essere sulla terra è una creatura del suo Signore, Allah (SubhanaHu wa Ta`ala). Questo dà origine nel proprio cuore ad un tipo di amore rivolto a tutto. Questa concezione, a sua volta, genera buone azioni e comportamenti, ed è così che l’uomo fa del bene agli altri. In tal modo il sorriso che splende sul viso di una persona sulla base di questo sentimento non è artificiale, né viene offerto per attirare l’attenzione della gente: bensì, nasce dal cuore quale risultato di un desiderio e di una emozione sinceri. Quindi vi è una enorme differenza tra la morale insegnata dal santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) e l’apparenza artificiale e superficiale della morale nella società moderna.

Come acquisire un’elevata moralità?

 

Il solo leggere libri o ascoltare lezioni non è sufficiente ad ottenere il livello desiderato di moralità. Per questo scopo, è imperativo cercare la compagnia di qualche guida spirituale. L’ordine del Tasawwuf (misticismo) e il sistema che fa diventare discepolo di una guida spirituale (piri-muridi) ci è stato tramandato dagli uomini di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) del passato. Esso mira ad inculcare un’alta morale e ad eliminare i germi dell’immoralità dall’uomo. In ogni caso, i più completi nell’ambito della fede sono quegli individui che posseggono alta moralità, i cui cuori generano giuste motivazioni, che si riflettono nei loro atti e comportamenti. Possa Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) ammetterci alla compagnia di queste perfette persone, Amin!

Non picchiare le serve di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala)

 

(Abu Dawud. Libro del matrimonio. Capitolo: Sul picchiare le donne, Tradizione n. 2146)

Hadrat Iyas bin Abdullah (radiyallahu `anhu) ha narrato che il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) mentre pronunciava un sermone ha detto: “Non picchiate le serve di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala), poiché picchiare le donne non è desiderabile”. Quando il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) proibisce qualcosa, l’atto diventa totalmente illegale per colui che ha sentito la proibizione direttamente dal santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam). Da quel momento in poi, non è lecito per tale persona picchiare le donne in alcuna circostanza.

Due tipi di sacri ahadith

 

Bisogna notare attentamente che ci sono delle tipologie di hadith che ascoltiamo da qualcuno o leggiamo nei libri. Essi ci arrivano da una lunga catena di autorità, che ci forniscono i nomi di coloro che li hanno riportati in ordine ascendente fino al santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam). Gli ahadith di questo tipo sono detti zanni perché ci raggiungono attraverso una catena di trasmettitori. E’ obbligatorio agire secondo le prescrizioni contenute in questi ahadith, e deviare da essi è un peccato. Gli ahadith che i Compagni hanno sentito direttamente dal santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) non sono zanni (congetturali), ma sono qati` (confermati). Se qualcuno nega questi ahadith, non solo è un peccatore, ma diventa miscredente. Secondo la norma giuridica, chi nega un ordine del santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) diventa subito un infedele.

A volte proviamo nei nostri cuori lo sciocco desiderio di aver vissuto nel tempo benedetto del santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam), per ricevere tutte le virtù e benedizioni di quel tempo. Dobbiamo ricordare che ogni cosa che fa Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente, Egli la fa nella Sua infinita saggezza ed è stato Lui a farci crescere in questa tarda epoca. Se Egli ci avesse fatto vivere nel tempo del santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam), chissà che cosa ci sarebbe successo. Non c’è nessuna garanzia che non saremmo caduti nel fosso pericoloso dell’ignoranza. Possa Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) salvarci. La questione dell’Iman a quell’epoca era un tema molto delicato: un leggero cambiamento di direzione dal giusto cammino poteva cambiare il destino di un uomo.

La devozione con cui i sacri Compagni (radiyallahu `anhum) del santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) stavano attorno a lui era il loro esclusivo tratto distintivo. E’ grazie a ciò che essi raggiunsero un rango unico. Solo Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) sa quale sarebbe stato il destino di persone dalle vedute egoistiche e dal cuore debole quali noi siamo. E’ certamente un grande favore di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente che Egli ci abbia salvato dalla rovina e ci abbia fatto vivere in un tempo in cui abbiamo a disposizione molte facilitazioni. Viviamo in un tempo in cui abbiamo ahadith zanni: perciò se uno li nega, diventerà un peccatore ma non un miscredente. Per quanto riguarda i sacri Compagni, se qualcuno di loro sentiva un hadith dal santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) e lo negava, sarebbe diventato subito un miscredente. Possa Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) salvarci da tale destino.

L’audacia delle donne

 

Quando il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ordinò ai suoi Compagni di non picchiare le loro donne, questa punizione venne totalmente sospesa. Non era possibile per i Compagni continuare un atto che il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) aveva vietato loro di compiere. Perciò quando la pratica di picchiare le donne cessò, dopo qualche tempo Hadrat Umar (radiyallahu `anhu) si rivolse al Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) e disse:

“O Profeta di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala), queste donne ora sono diventate leoni (senza timore e audaci) con i loro mariti, poiché tu ci hai fermati dal picchiarle. Ora nessuno picchia la propria moglie, e nemmeno la minaccia di farlo. Perciò esse hanno perso ogni timore, violano i diritti dei loro mariti e si comportano male con loro. Cosa dobbiamo fare ora?

Allora il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) permise loro di picchiare le loro mogli, se esse violavano i loro diritti e nel caso in cui ciò fosse inevitabile. Dopo solo pochi giorni, le donne cominciarono ad avvicinare il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) e a lamentarsi con lui che i loro mariti si stavano approfittando ingiustamente del permesso di picchiarle e le stavano picchiando severamente.

Non sono bravi uomini

 

Menzionando il suo proprio nome, il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) disse: “Molte donne stanno ripetutamente visitando la casa di Muhammad lamentandosi dei maltrattamenti dei loro mariti, che le picchiano severamente. Dovete notare attentamente che coloro che sono ricorsi a picchiare in questo modo non sono bravi uomini”.

Non è una cosa da buon credente, picchiare le proprie mogli. Il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) rese molto chiaro a tutta la comunità che il permesso di picchiare le mogli era stato dato quale ultima alternativa, solo in circostanze inevitabili e a condizione che la punizione fosse lieve, così da non causare danni né lasciare segni sul corpo. Nonostante ciò, la Sunnah del santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) e il suo sincero desiderio sono che nessun uomo alzi la mano per picchiare una donna. Le Madri dei credenti hanno narrato che il santo Profeta non alzò mai le sue mani contro nessuna donna. Perciò, questo è quanto la Sunnah richiede.

La miglior cosa al mondo è una “donna virtuosa”

 

(Sahih Muslim. Libro dell’allattamento. Capitolo: La miglior cosa al mondo è una donna virtuosa)

Hadrat Abdullah bin Amr bin Al’Aas (radiyallahu `anhu) ha narrato che il santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha detto: Questo mondo intero è divertimento, profitto e vantaggio.

Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente ha detto nel Sacro Qur’an:

E’ Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) che ha creato tutto ciò che c’è nel mondo per tuo beneficio, divertimento e per soddisfare i tuoi bisogni” (Al-Baqarah, 29).

La migliore di tutte queste cose, è una donna virtuosa creata per il vostro servizio e piacere. Il Santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha detto in un altro hadith:

(Kanzul-Ummal. Tradizione n. 18913)

Di tutte le cose della vostra terra, ci sono tre cose che mi sono più care: (da notare l’espressione “vostra terra” da lui usata per significare il suo approccio nelle cose di questo mondo): una donna, il profumo, e la freschezza dei miei occhi giace nella preghiera.

Perciò le prime cose tra quelle benedette nel mondo sono queste. In un’altra occasione egli disse: (Tirmidhi, Il Libro dell’Astinenza, Tradizione n. 2378)

“Cosa ho a che fare io con questo mondo? Sono come un cavaliere che si riposa per breve tempo sotto l’ombra di un albero, poi riprende il suo cammino e lascia dietro di sé quell’albero”.

 

Chiedere protezione da una donna malvagia

 

In breve uno dei tre doni desiderabili è una donna virtuosa, poiché il Santo Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha invocato rifugio da una donna cattiva.

“O Allah (SubhanaHu wa Ta`ala)! Cerco rifugio da quella donna che mi farà invecchiare prima del tempo. Chiedo anche rifugio da un figlio che si dimostrasse essere una prova contro di me nella vita che verrà. Possa Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) salvarci da essi. Amin”.

Perciò, se cercate una donna per voi o per uno dei i vostri figli, cercate di trovarne una che sia religiosa, virtuosa e retta. Se – Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) non lo permetta – ella non è retta, allora può risultare un’afflizione. Se un uomo è abbastanza “fortunato” da avere una moglie virtuosa, deve apprezzarla e non deve mai degradarla. Valorizzarla significa soddisfare i suoi diritti e comportarsi con lei cordialmente.

Possa Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) l’Onnipotente assisterci nel mettere in pratica queste prescrizioni, Amin!

E chiudiamo invocando tutte le Lodi per Allah (SubhanaHu wa Ta`ala), il Signore dei Mondi.


 

[1]    SubhanaHu wa Ta`ala: lode a Lui, l’Altissimo (ndt)

[2] Sallallahu `alayhi wa sallam: la pace e la benedizione di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) siano su di lui (ndt)

[3] Servi di Allah (SubhanaHu wa Ta`ala): ovvero tutti gli esseri umani (ndt)

[4] Rahimahullah: che Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) abbia misericordia di lui (ndt)

[5] Radiyallahu `anhu: che Allah (SubhanaHu wa Ta`ala) sia soddisfatto di lui (ndt)

[6] `Alayhi salaam: pace su di lui (ndt)

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