Requisiti minimi per accedere al Jannah

Requisiti minimi per accedere al Jannah
 

Di Giudice Maulana Mufti Muhammad Taqi Usmani
 

Da: http://www.darululoomkhi.edu.pk/fiqh/Contemporary%20Fatawa/Miscellaneous/minimumrequiremententeringjannah.htm)
 

Traduzione a cura di `Umar Andrea Lazzaro

Domanda.
Abbiamo compreso che l’ingresso in Paradiso dipenderà dalla misericordia di Allah, il Più Misericordioso, e non solo dalle nostre azioni. Cerchiamo sempre la misericordia del Misericordioso per questa vita e per l’Aldilà. Una persona andò dal Santo Profeta (SallaLlahu `alayhi wa Sallam) chiedendogli cosa gli fosse necessario fare per entrare in Paradiso. Il Santo Profeta (SallaLlahu `alayhi wa Sallam) gli disse quali sono le azioni minime che gli era necessario compiere per poter entrare in Paradiso. Sarebbe così gentile da dire in dettaglio le opere basilari? Possa Allah ricompensarla per questo nobile lavoro.
(M.S. Desin, Dammam)

Risposta.
Vi sono diversi Ahadith nei quali il Santo Profeta (SallaLlahu `alayhi wa Sallam) ha menzionato i requisiti per entrare in Paradiso rispondendo a diverse domande postegli da diversi Sahabah [Compagni del Profeta – Iddio sia soddisfatto di tutti loro].
Le opere menzionate in questi ahadith variano da persona a persona e da situazione a situazione. La ragione è ovvia, poichè le ingiunzioni dell’Islam riguardano tutti gli stili di vita, e a persone diverse sono richieste cose diverse a seconda dei rispettivi ambienti.
Comunque, tenendo in vista tutti questi Ahadith, si può riassumere la questione nel seguente modo:

1) I requisiti più essenziali per entrare in Paradiso sono: Avere ‘Iman (fede) nell’unicità di Allah, nel rango profetico di tutti i Messaggeri e nel Sigillo della Profezia posto con Muhammad (SallaLlahu `alayhi wa Sallam) [ovvero, non vi saranno altri profeti dopo di lui] e negli ordini da lui portati, e nell’Aldilà. Senza avere una fede solida in queste cose non ci si può aspettare di entrare in Jannah [“Paradiso”].

2) Un ingresso instantaneo nel Paradiso senza essere soggetti ad alcun tipo di punzione richiede inoltre:

(a) L’osservanza di tutti gli obblighi prescritti dal Sacro Corano e dalla Sunnah del Santo Profeta (SallaLlahu `alayhi wa Sallam) che include “Fara’id” [obblighi] come le cinque preghiere canoniche, il digiuno durante il Ramadan, il pagamento della Zakah [Elemosina rituale] per le persone che ne hanno la capacità (Nisab, reddito minimo), e l’esecuzione dell’Hajj per chi se lo può permettere. Gli obblighi includono anche i Wajibat [azioni necessarie].

(b) Astinenza da tutti i peccati maggiori come adulterio, fornicazione, assunzione di alcolici, consumo di maiale, mentire, accettare tangenti, maldicenze, usurpazione di proprietà altrui etc. etc.

(c) Se un musulmano non soddisfa i requisiti riportati in (b) o fallisce nell’adempiere ad alcuno di essi egli potrebbe essere soggetto alla punizione dell’Inferno e non essere autorizzato di entrare nel Jannah [Paradiso] sin dall’inizio.
Comunque, dopo essere soggetto alla punizione prescritta per i diversi misfatti da lui commessi, sarà ammesso nel Jannah a causa dell’‘Iman [fede].

Questa è la sostanza delle regole menzionate nel Sacro Corano e nella Sunnah del Santo Profeta (SallaLlahu `alayhi wa Sallam). Sarà sufficiente, spero, a soddisfare la tua domanda.

Mufti Giudice Maulana Muhammad Taqi Usmani

  1. sarah
    12 settembre 2010 alle 15:55

    veramente illuminante..solo non ho capito una cosa.. cosa significa fornicazione? forse ho capito cosa significa ma non ne sono sicura.. ti ringrazio in anticipo!

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  2. 12 settembre 2010 alle 16:08

    Assalamu `alaykum wa rahmatullahi wa barakatuhu.

    Grazie per il tuo commento.

    Per “adulterio” e “fornicazione” si intendono i rapporti sessuali illeciti (zina), ovvero quelli al di fuori di un matrimonio (nikah) islamicamente valido, la differenza tra i due essendo che il primo è commesso da una persona sposata (con una persona diversa da sua moglie/suo marito), il secondo da una persona non-sposata. Entrambi sono chiaramente proibiti e costituiscono un peccato maggiore, ma la punizione prevista dalla Legge Sacra (Shari`ah) è differente.

    Wa Allahu a`lam.

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  3. sarah
    19 settembre 2010 alle 20:11

    Assalamu `alaykum

    ho capito.. grazie per la risposta..! vado a leggermi gli altri articoli, mi sa tanto che ti tempesterò di domande! scusa in anticipo! =)

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  4. fatima
    22 febbraio 2017 alle 23:26

    Assalamu Alaykum, è vero che se un musulmano sbaglia e quindi non si comporta come si deve però crede in Allah finisce nell’inferno ma non per l’eternità? un musulmano può finire all’inferno e poi essere salvato?

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    • 5 marzo 2017 alle 13:28

      Wa’alaykumussalam,
      Sì, questa è la nostra dottrina: fintanto che una persona muore da Musulmano (comprendendo tutte le dottrine necessarie obbligatorie), anche se commette dei peccati e non se ne pente, Allah se vuole può decidere di perdonarlo comunque, o di fargli passare un periodo all’inferno, più o meno lungo, ma che eventualmente si concluderà, finché tutti i Musulmani risiederanno in Paradiso per sempre.

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  5. fatima
    15 marzo 2017 alle 22:23

    Salam Alaykum sorella al paradiso possono andare anche persone che hanno compiuto del bene ma credono in un’altra religione? Dio è buono e misericordioso e penso che ogni essere umano innocente che non abbia mai fatto del male a nessuno, se di un’altra religione, può comunque accedere al paradiso no? Dio conosce molto bene i cuori delle persone e io preferirei che all’inferno ci vada uno che dice di essere musulmano ma poi non si comporta da tale (per esempio fa del male a qualcuno oppure non tratta la sua donna come deve e poi prega. Ma cosa preghi a fare se non sei pulito nell’animo?) che una persona di un’altra religione che però ha l’anima buona! P.S. sono musulmana!

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    • 26 marzo 2017 alle 16:47

      “Salam Alaykum sorella al paradiso possono andare anche persone che hanno compiuto del bene ma credono in un’altra religione? Dio è buono e misericordioso e penso che ogni essere umano innocente che non abbia mai fatto del male a nessuno, se di un’altra religione, può comunque accedere al paradiso no? Dio conosce molto bene i cuori delle persone”

      Questo articolo è stato tradotto e pubblicato proprio per confutare questa idea errata recentemente diffusasi.
      Come Musulmani è imperativo valutare le nostre credenze sulla bilancia della Rivelazione (che ci è stata data proprio per comunicarci cosa voglia Dio da noi e cose dobbiamo fare per potere ottenere la salvezza), e non semplicemente venire influenzati da qualsiasi ideologia diffusa in questa o quell’epoca o società.
      E, a questo riguardo, Dio ci ha comunicato chiaramente quali siano i criteri per ottenere la salvezza (ovverosia, i “requisiti minimi per accedere al Jannah” di cui parla proprio quest’articolo), e questa è proprio una delle ragioni principali per cui ha inviato migliaia di Profeti (Pace su tutti loro); se fosse stato sufficiente “avere il cuore buono”, quale sarebbe stata la ragione per inviare Libri e Profeti, quale sarebbe stata la ragione per tutti gli innumerevoli sacrifici compiuti dai Profeti e dai loro Compagni per trasmettere il messaggio della Rivelazione divina, quale sarebbe stata la ragione di ordinare determinate cose come obbligo religioso e proibirne altre (se non testare la nostra fede ed obbedienza nella pratica, invece di un supposta e vaga “anima pulita”).

      Ma soprattutto, chi decide qual’è il cuore “buono” e cosa sia “compiere il bene”?

      Lo decide il Creatore dei nostri cuori, che ci ha spiegato che l’anima davvero buona e pulita è quella che obbedisce al suo Creatore, non quella di chi si riempie la bocca di tanta retorica sull’essere “buono” ma poi rinnega e disobbedisce al suo Creatore.

      E kufr e peccati sono ciò che corrompe e “sporca” l’anima, non importa quali apparenti “buone azioni” una persona possa compiere, mentre l’iman e l’obbedienza sono ciò che la purifica.

      “e io preferirei che all’inferno ci vada uno che dice di essere musulmano ma poi non si comporta da tale”

      Dovresti desiderare invece che al Paradiso ci vadano tutti, ed il modo per aiutare una persona ad accedere al Paradiso non è cambiare la verità ed illuderlo che qualsiasi cosa faccia o in qualsiasi cosa creda ci andrà comunque, visto che il fatto che ci vada o meno non dipende né da noi né da cosa gli raccontiamo, bensì dall’Unico Dio e Giudice supremo, che – come già detto prima – ci ha comunicato quali sono i suoi criteri. E dunque, aiutiamo i Musulmani invitandoli al bene e ad allontanarsi dai peccati, ed aiutiamo i non-Musulmani invitandoli ad accettare l’Islam in modo che possano ottenere la salvezza eterna.

      Poi di fatto ognuno può dire quello che vuole, ma la verità è quella che ci ha comunicato Dio nella Sua rivelazione, e raccontarci l’un l’altro il contrario non aiuta nessuno, è solo un’illusione che non cambia di una virgola il Decreto divino.

      “(per esempio fa del male a qualcuno oppure non tratta la sua donna come deve e poi prega. Ma cosa preghi a fare se non sei pulito nell’animo?)”

      Se una persona compie una buona azione ed una cattiva azione, la nostra risposta è l’esortarlo ad abbandonare la cattiva azione (ed a continuare quella buona), non ad abbandonare quella buona così che sia “coerente”.
      Tanto più che la Salah (uno dei cardini principali della nostra pratica) è uno strumento potentissimo per rinforzare la fede ed allontanare da altri peccati:

      إِنَّ الصَّلَاةَ تَنْهَىٰ عَنِ الْفَحْشَاءِ وَالْمُنْكَرِ (al-Qur’an, 29, 45).

      “e poi una mia amica mi ha detto che se fai un torto a una persona anche se sei musulmana Dio non ti perdona”

      Le varie informazioni vanno collocate nella cornice del contesto completo della nostra dottrina e di tutte le altre relative ayat qur’aniche ed ahadith profetici.
      Sì, una persona che violi i diritti di un’altra creatura (huquq al-`ibad) (compresi quelli dei non-Musulmani, e compresi perfino quelli degli animali), il suo perdono è condizionato dal perdono o dal risarcimento della persona i cui diritti sono stati violati, ma ciò non contrasta con il perdono finale di cui godranno tutti i Musulmani (eventualmente, dopo appunto aver scontato un periodo all’inferno proprio per espiare i peccati relativi alla violazione dei diritti anche di altre creature.

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  6. fatima
    15 marzo 2017 alle 22:25

    e poi una mia amica mi ha detto che se fai un torto a una persona anche se sei musulmana Dio non ti perdona

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  7. fatima
    28 marzo 2017 alle 19:34

    in paradiso ci va solo la nostra anima o ci andiamo insieme al nostro corpo? cioè siamo noi in carne e ossa in paradiso? perchè mia zia mi ha detto che ci va solo l’anima. e se una persona non ha mai avuto un bambino ma ha desiderato tanto averne uno può averlo in paradiso? si può avere un bimbo piccolo in paradiso? scusa per le tante domande che sto facendo ma voglio saperne di più dell’islam e l’argomento paradiso islamico mi interessa molto!

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